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Malanapoli
10 Aprile 2026 - 08:22
NAPOLI. Tra gli abitanti delle Case di Topolino e dell’intero rione di viale Carlo Miranda a Ponticelli nessuno ha dubbi: Fabio Ascione è una vittima innocente. Una convinzione, una partecipazione e una vicinanza alla famiglia del 20enne ucciso martedì scorso che è risultata tangibile ieri pomeriggio durante la veglia.
Resta intanto l’attesa per i funerali, che, salvo clamorosi colpi di scena, dovrebbero a questo punto essere celebrati in forma pubblica. Dunque, senza nessun problema di ordine pubblico. Familiari, amici, conoscenti e cittadini solidali anche senza conoscere il ragazzo hanno ricordato ieri Fabio nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, a poche decine di metri dal luogo dell’agguato.
Tutti tra la commozione generale, hanno ricordato il 20enne come un ragazzo semplice, dedito alla famiglia e al lavoro, affezionato ai genitori, lontano da cattive amicizie. Anche la sera prima della sue ultima notte in vita era andato a lavorare al Bingo di Cercola, come faceva da diversi mesi in qualità di addetto alle consegna delle cartelle.
Poi era tornato a Ponticelli, fermandosi al solito bar in via Carlo Miranda peer comprare un cornetto. Poi la telefonata alla madre: «Sto venendo». Ma un colpo di pistola al torace gliel’ha impedito: è morto intorno alle 7 nell’ospedale Villa Betania, dov’era stato trasportato in condizioni disperate.
Le indagini sono in pieno svolgimento per ricostruire innanzitutto con precisione la dinamica, non essendo chiara per alcune testimonianze discordanti e l’assenza di immagini decisive. Non sono stati trovati bossoli né proiettili, eccetto quello che ha centrato il giovane, mentre una testimone ha raccontato di aver visto delle persone su due scooter sparare più volte in direzione di un gruppo di ragazzi.
Altri hanno parlato di una macchina da cui sarebbero partiti gli spari. All’esterno del locale c’erano diversi giovani in gruppetti vicini tra loro.
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