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Casalnuovo

Adottato il nuovo Puc: subito i veleni

Alloggi e cemento, invocata l’attenzione della Prefettura. Il futuro si profila peggio del passato

Adottato il nuovo Puc: subito i veleni

Salvatore Esposito

CASALNUOVO. Dopo un’attesa durata anni, l’altra sera è stato adottato il nuovo Piano urbanistico comunale. Adozione carica di veleno, il Puc giunge a poche settimane dalle elezioni comunali, che vedranno in campo “tutti personaggi noti”. Insomma, non è il nuovo che avanza, come in tanti speravano, ma è il “vecchio” che torna.

In ogni modo, il sindaco vicario, Salvatore Esposito, che dal 19 luglio 2025 sostituisce il sindaco uscente Massimo Pelliccia, attuale consigliere regionale di Forza Italia, ha subito provveduto a diffondere un comunicato stampa, molto articolato promuovendo «i cittadini protagonisti» e annunciando «una rivoluzione urbana, sociale ed occupazionale».

Insomma siamo agli slogan, mentre sull’altro fronte, piovono critiche al vetriolo. Naturalmente la partita, tutta in salita, già è segnata da diffide giunte sulla scrivania del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha fatto sapere ai diretti interessati che la vicenda è attenzionata. Ovviamente il fatto che il Puc sia stato adottato dalla Giunta significa poco o quasi niente, visto che sarà poi approvato dal consiglio comunale dopo una fase di recepimento delle osservazioni da parte dei cittadini e degli stakeholders.

Chiaramente il sindaco vicario, dando il solito fiato alle trombe ha annunciato che «non è solo un documento tecnico, ma un vero e proprio “Piano Sociale” nato per mettere ordine sul territorio e rispondere concretamente alle esigenze delle famiglie, dei giovani e del tessuto produttivo».

In sintesi, almeno per quello che sono le voci, il nuovo piano urbanistico comunale prevede la realizzazione di 4mila nuovi alloggi, di cui 700 destinati alle fasce più deboli (housing sociale), per soddisfare le esigenze di coloro che oggi sono svantaggiati economicamente (under 35 e famiglie a basso reddito). Casalnuovo è un paese di 8 kmq quadrati, con una popolazione attuale di oltre 46mila residenti, in calo di circa 2mila unità negli ultimi 15 anni.

Secondo il nuovo Piano, vi sarebbe la necessità di 2.856 alloggi al 2034. Ma una domanda che sorge spontanea: sono stati recuperati tutti quegli alloggi abusivi realizzati fino al 2007, mai visti dall’amministrazione comunale dell’epoca a causa delle piante di alto fusto? Sono stati recuperati tutti gli alloggi abusi realizzati a Casarea e dintorni, “particolare” che portò allo scioglimento dell’assise cittadina per infiltrazioni della camorra?

È forte il sospetto che in tanti hanno dimenticato la storia ed anche l’esistenza di manufatti abusivi ancora in piedi che, a torto o a ragione, dovevano essere abbattuti. Chi punta a “governare” Casalnuovo, non può permettere l’ennesimo sacco edilizio, che in tanti hanno già tentato, abbattendo finanche opere d’interesse pubblico per costruire palazzi per solo ricchi. Quindi, resta scontato che chi si affaccia alla finestra dell’imminente tornata elettorale, debba sapere che gli occhi saranno puntati sui nuovi affari e forse, anche su quelli vecchi, in nome dei valori e della cultura della legalità. 

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