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L'allarme
11 Aprile 2026 - 09:13
NAPOLI. I numeri del weekend pasquale erano attesi, e sono arrivati: circa 400mila presenze nel solo capoluogo, quasi 600mila su scala regionale secondo le stime di Confesercenti Campania, con il comparto extralberghiero che ha registrato tassi di occupazione tra l’80 e l’85 per cento. Eppure, a consuntivo, la Pasqua 2026 rischia di essere ricordata non per i record di affluenza, ma per la frattura tra i flussi dichiarati e la capacità effettiva di gestirli.
Su tutti, quelli legati ai trasporti: la Linea 1 della metropolitana e le funicolari sono rimaste ferme per circa tre ore nel pomeriggio della domenica di Pasqua, nel momento di massima pressione turistica sulla città, e un guasto tecnico sulla Circumvesuviana ha bloccato i treni nella mattinata del sabato.
A cascata, poi, il centro storico ne ha pagato il prezzo, con pullman turistici senza coordinamento, sosta selvaggia diffusa e parcheggiatori abusivi che hanno occupato il lungomare e l’area di Santa Lucia. «Una città che registra 400mila presenze in un fine settimana non può applicare il calendario festivo ordinario ai propri trasporti pubblici», commenta Amedeo Conte, Ceo di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania.
«La sospensione pomeridiana della metropolitana in una giornata di picco assoluto è un segnale: il sistema non ha ancora metabolizzato il cambiamento di scala che Napoli ha attraversato negli ultimi anni. E le conseguenze ricadono su tutti: turisti, residenti, operatori regolari del trasporto e sull'immagine della città partenopea, che finisce così per inficiare tutti gli sforzi profusi».
«Il problema non è la quantità di vetture o il numero di turisti», prosegue Conte. «Il problema è cambiare paradigma». La stagione, tuttavia, non concede margini di attesa. Il 25 aprile cade di sabato e non genera ponti aggiuntivi, ma il 1° maggio è venerdì: weekend lungo garantito senza necessità di ferie, con una domanda attesa in linea con i livelli pasquali sulle direttrici Napoli-Costiera-Capri.
La penisola sorrentina ha già registrato a Pasqua le stesse criticità strutturali che la caratterizzano ogni stagione: strade congestionate, ferrovia sotto pressione, collegamenti marittimi non sempre sufficienti. La Consulta regionale dei trasporti è stata convocata per il 28 aprile dall’assessore Mario Casillo, un appuntamento atteso dal comparto, ma che cade a soli tre giorni dal primo vero banco di prova successivo.
«Non chiediamo misure straordinarie», precisa Conte. «Chiediamo di apprendere la lezione che, come collettività, abbiamo avuto a Pasqua: presidi nei punti critici, coordinamento sui flussi dei bus turistici, attenzione alle fasce orarie nelle zone più esposte. La Consulta del 28 aprile è un’occasione concreta. Sarebbe utile che dai tavoli uscissero indicazioni operative già applicabili per il ponte del 1° maggio».
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