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Malanapoli
11 Aprile 2026 - 09:24
Nella foto controlli della polizia in piazza del Plebiscito; nel riquadro l’arrestato Renato Elia, 19 anni
NAPOLI. Uno sguardo di troppo e, subito dopo, il regolamento di conti a suon di piombo: tre colpi di pistola esplosi in rapida successione dritte alle gambe. Le indagini sul ferimento di un ragazzino di appena sedici anni in piazza Carolina, a due passi dal Plebiscito e dalla Prefettura, arrivano in tempi record a un punto di svolta.
Raggiunto da un decreto di fermo per lesioni gravi e porto di armi in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso, ieri mattina il diciannovenne Renato Elia, nipote del ras del Pallonetto di Santa Lucia Michele Elia, si è presentato in questura per costituirsi. Poche ore prima i poliziotti della Squadra mobile aveva bussato alla sua porta per notificargli il provvedimento di urgenza emesso dalla Dda di Napoli.
I fatti risalgono allo scorso 1 aprile, quando il giovane fermato, giunto a bordo di uno scooter guidato da un’altra persona al momento ignota, con il volto travisato e armato di una pistola, si è avvicinato alla vittima prima per colpirla in testa con il calcio della pistola per poi spararle alcuni colpi d’arma da fuoco ad entrambe le gambe.
Il minorenne si trovava in compagnia di altre persone e, probabilmente per uno sguardo di troppo, è stato preso di mira senza avere alcuna possibilità di difendersi. Le indagini della Squadra mobile, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno consentito di raccogliere, in tempi estremamente brevi, gravi indizi di colpevolezza nei confronti del giovane del Pallonetto, soprattutto grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza che hanno ripreso i momenti dell’aggressione e consentito di ricostruire la dinamica dei fatti.
Stando però a quanto fin emerso dall’inchiesta, sarebbe da escludere che il nipote del ras Michele Elia abbia affrontato il sedicenne per questioni legate al dominio territoriale e, dunque, a dinamiche di tipo camorristico. Entrambi sono tra l’altro originari del Pallonetto, motivo per il quale sembrerebbe da escludere una ripresa della violenta contrapposizione della faida con le gang rivali dei Quartieri Spagnoli.
Lo stesso scontro che il 12 dicembre scorso, sempre in piazza Carolina, era culminato in un agguato fallito. Una vicenda per la quale, poche settimane più tardi, furono arrestati sette giovanissimi. Renato Elia si trova adesso nel carcere di Secondigliano in attesa che venga fissata l’udienza di convalida del fermo. Toccherà nei prossimi giorni al suo difensore, il penalista Giuseppe De Gregorio, individuare eventuali margini di manovra per dimostrare l’innocenza del proprio assistito o ottenere una misura cautelare meno afflittiva del carcere.
Le indagini della Squadra mobile vanno intanto avanti. All’appello manca infatti ancora il complice. Il prefetto Michele di Bari esprime infine il proprio «apprezzamento alla magistratura ed alla polizia di Stato che hanno conseguito l’importante risultato in tempi rapidi». Il prefetto evidenzia inoltre che la zona «è oggetto di particolare attenzione con sistematici controlli della forze dell'ordine».
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