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L'inchiesta
11 Aprile 2026 - 09:26
La vittima Fabio Ascione
NAPOLI. Corsa contro il tempo per stanare i killer, o il killer, del ventenne Fabio Ascione. Dopo l’alba di sangue consumatasi martedì in viale Carla Miranda, nel Parco Topolino di Ponticelli, i carabinieri del Nucleo operativo di Poggioreale, sotto il coordinamento della Dda, stanno lavorando senza sosta per arrivare a un punto di svolta.
Ormai acclarato che la giovane vittima non aveva alcun legame con la criminalità della zona, sono al momento due le piste battute: una, quella più accreditata, porta dritto all’esito fatale di un regolamento di conti tra gang reduci da una rissa. La seconda, al momento marginale, vede gli inquirenti vagliare l’ipotesi che il proiettile che ha ucciso Ascione possa essere partito dall’arma di una banda di Ponticelli, intrattenutasi sotto i porticati del Parco Topolino dopo la rissa.
Al momento nulla è certo, ma in un contesto così labirintico il questore ha intanto vietato la celebrazione dei funerali del giovane in forma pubblica. Soltanto una strettissima cerchia di parenti, dunque, per l’ultimo saluto. Anche la sera prima della sua ultima notte in vita era andato a lavorare al Bingo di Cercola, come faceva da diversi mesi in qualità di addetto alle consegna delle cartelle.
Poi era tornato a Ponticelli, diretto al solito bar in viale Carlo Miranda per comprare un cornetto. Poi la telefonata alla madre: «Sto venendo». Ma un colpo di pistola al torace gliel’ha impedito: è morto intorno alle 7 nell’ospedale Villa Betania, dov’era stato trasportato in condizioni disperate.
Le indagini sono in pieno svolgimento per ricostruire innanzitutto con precisione la dinamica, non essendo chiara per alcune testimonianze discordanti e l’assenza di immagini decisive. Non sono stati trovati bossoli né proiettili, eccetto quello che ha centrato il giovane, mentre una testimone ha raccontato di aver visto delle persone su due scooter sparare più volte in direzione di un gruppo di ragazzi. Altri hanno parlato di una macchina da cui sarebbero partiti gli spari. All’esterno del locale, ancora piuttosto affollato, c’erano diversi giovani in gruppetti vicini tra loro.
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