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Centrosinistra

Primarie, oggi prevale il Nì

Non c’è accordo nel Campo Largo, il ricorso ai gazebo non è escluso ma ci sono dubbi e condizionali

Primarie, oggi prevale il Nì

NAPOLI. Primarie sì, primarie no, primarie forse: non c’è accordo nel centrosinistra. Il quadro emerge a margine dell'iniziativa “La nuova questione meridionale nell'Europa di oggi - A 100 anni dagli scritti di Antonio Gramsci”, organizzata a Napoli dall'europarlamentare Sandro Ruotolo.

«Rispetto alle primarie, se il fronte progressista deciderà per farle, va benissimo. L'importante oggi è parlare di contenuti, di programmi che saranno quello che veramente gli elettori voteranno» dice il governatore Roberto Fico. «Oggi in questo mondo - aggiunge - quello di cui dobbiamo parlare sono i problemi veri e concreti che hanno le persone e che vivono sui territori, quindi penso al piano casa, all'aumento dei costi, alla scuola, alla sanità,. Io penso che queste siano le risposte che noi dobbiamo dare».

«Penso che da sempre le primarie siano il meccanismo più coinvolgente e partecipante - sostiene il parlamentare dem Dario Franceschini -, si deve decidere se farle ma soprattutto parlare del futuro del Paese e dei problemi. Le primarie sembrano il sistema più trasparente, bisogna decidere quando farle e poi parlare di altro».

Andrea Orlando, ex ministro Pd, avvisa: «Scegliere Schlein per le primarie? Certo, assolutamente. Penso che sia una delle condizioni, prima ancora delle primarie, perché il Pd eserciti pienamente la sua funzione, anche attraverso la leadership della sua segretaria». Per un altro big del Nazareno, Strefano Bonaccini, tuttavia «in questo momento è un errore parlare di primarie perché se non ci mettiamo d'accordo sul programma noi rischiamo di fare una coalizione che però mancherebbe di un profilo di governo. Allora per fare una coalizione che stia insieme bisogna sciogliere alcuni nodi penso ad esempio alla politica estera».

Secondo il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, «le primarie sono uno strumento utile, sicuramente, ma attenzione se alla base non c'è una piattaforma politica e valoriale condivisa. Evitiamo quindi di parlarne per i prossimi otto mesi, perché altrimenti quel popolo che ha votato No al Referendum non si appassionerà, non verrà da noi, non ci cercherà, o peggio addirittura rischia di non votarci, se noi da qui ai prossimi mesi guardiamo solo a chi deve essere il capo della coalizione».

Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi, a Giarre (Catania), avverte: «Il centrosinistra non si incarti a ragionare sulle primarie ma rilanci sui programmi. Ora che la vittoria è possibile non si commenta l’errore di dividersi sui nomi. Sarebbe un suicidio».

Controcorrente Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che a Roma ha organizzato “Le primarie delle idee”: «Credo che le primarie si faranno e che Silvia Salis partecipi insieme a Schlein e Conte. Il centrosinistra avrà ovviamente la presenza del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, la sinistra di Avs, e nell'area più centrale riformista una casa riformista, la chiamo io, che tenga insieme le esperienze di Italia Viva e di tanti altri».

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