Tutte le novità
L'inchiesta
15 Aprile 2026 - 08:46
Nella foto il momento in cui la vittima, cerchiata in rosso, si allontana dal “Lively Coffee”; nel riquadro Fabio Ascione
NAPOLI. «Uà, mi hai colpito frà». La svolta era nell’aria e si è materializzata l’altro ieri sera, quando il 23enne Francescopio Autiero si è consegnato ai carabinieri accompagnato dall’avvocato Leopoldo Perone.
A suo carico è stato eseguito un decreto di fermo per l’omicidio di Fabio Ascione, il 20enne incensurato di Ponticelli ucciso per un colpo di pistola esploso accidentalmente dall’indagato mentre maneggiava una pistola. Con lui è finito in manette un 17enne incensurato, accusato di aver partecipato con il maggiorenne a un conflitto a fuoco senza feriti prima del delitto.
Francescopio Autiero deve rispondere di omicidio volontario, porto e detenzione illegale di armi e pubblica intimidazione mentre il minorenne, anch’egli vicino ai De Micco, soltanto degli ultimi due reati: per entrambi con l’aggravante mafiosa. Il 23enne ha precedenti per violenza e resistenza e minacce a pubblico ufficiale; il 17enne invece è incensurato.
L’indagine, condotta dai carabinieri di Poggioreale e coordinata dalla Dda, è decollata grazie a una congiunta dalla vittima che ha riferito le voci di quartiere sulla responsabilità del 23enne ed è arrivata alla svolta con il racconto dei due testimoni oculari, unici a non depistare gli investigatori.
Gli altri amici e conoscenti presenti hanno invece fornito versioni monche, contrastanti o inventate. La vicenda è stata condizionata dal profilo di Autiero, nipote di un personaggio di peso del clan dei “Bodo” e quindi da proteggere. Sono volate anche parole grosse in caserma nei confronti di uno dei due testi, registrate dalla microspia: «Sei un infame». La ricostruzione degli investigatori è dettagliata.
La sera del venerdì santo litigano in strada alcuni giovani di Volla vicini al clan Veneruso-Rea e il gruppo di Autiero.
Questi ultimi vengono accusati di compiere furti d’auto nella cittadina vesuviana confinante con Ponticelli, per cui intorno alle 4,50 del 7 aprile parte una spedizione punitiva preceduta da minacce su Tiksuv Volkswagen in tre raggiungono la zona di Ponticelli frequentata abitualmente da Francescopio, che però temendo un attacco nei pressi del bar “Lively” si fa consegnare da un amico (non indagato dell’inchiesta) la pistola utilizzata più tardi. Si tratterebbe di un parente di Fabio, ma non c’è certezza perché le immagini non sono chiare.
Qualcuno avvisa che in giro c’è la Volskwagen e con uno scooter partono un 17enne alla guida e Autiero. I due a 100 metri di distanza, in via Martiri della Libertà, incrociano la “Tiguan” con i tre ragazzi a bordo. Sparano sia il 23enne dalla moto che qualcuno dall’auto.
Tra i ragazzi di Volla uno si mostra più tardi sui social con una mano fasciata, ferito di striscio. Nel frattempo si odono gli spari nei pressi del “Lively” e tutti scappano verso la zona delle Case di Topolino, dove arriva anche Fabio Ascione diretto a casa.
In precedenza era passato al bar a comprare le sigarette, prima del fuggi fuggi. Al campetto si ferma con una decina di coetanei. A circa 40 centimetri c’è Autiero, che impugna la pistola tenendola in alto, vantandosene. Forse per una pressione improvvisa parte il colpo fatale al 20enne mentre l’assassino fugge.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo