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Omicidio Fabio Ascione

In fuga per sei giorni, poi la resa in piena notte

Agli atti anche le dichiarazioni del pentito Mammoliti: «Si stava vantando ed è partito un colpo»

In fuga per sei giorni, poi la resa in piena notte

Fabio Ascione e Francescopio Autiero

NAPOLI. Consapevole di non avere scampo. Francescopio Autiero lo aveva capito subito: dopo quel colpo partito per errore, dopo aver visto Fabio Ascione crollare a terra davanti, la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Da quel momento il ventitreenne di San Giorgio a Cremano è diventato un fantasma.

Dopo il delitto si è allontanato a bordo di un suv e ha fatto perdere le proprie tracce. Sparito dai radar delle forze dell’ordine e da quelli della sua famiglia. Dal decreto di fermo emerge un quadro chiaro: pienamente consapevole di quanto accaduto, Autiero avrebbe scelto di fuggire.

Già domenica i carabinieri avevano bussato alla sua porta, senza trovarlo. La madre aveva riferito che il figlio mancava da giorni e il suo telefono risultava spento dalle 7,30 del 7 aprile, poche ore dopo l’uccisione di Fabio Ascione. Una latitanza durata poco, ma che potrebbe non essere stata solitaria. Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe potuto contare sull’appoggio di ambienti legati alla criminalità organizzata di Ponticelli.

Autiero risulterebbe infatti vicino al clan De Micco e, in particolare, a uno dei suoi esponenti di riferimento: gli inquirenti hanno ricostruito infatti che è il nipote di Giuseppe Civitelli, considerato un affiliato ai “Bodo”. Le indagini hanno subito un’accelerazione, oltre che grazie all’intuito investigativo dei carabinieri della compagnia di Poggioreale, anche grazie all’inatteso contributo di un ex uomo della mala di Ponticelli, Fiorentino Eduardo Mammoliti, da qualche anno collaboratore di giustizia.

Il neo pentito, il pomeriggio del 10 aprile, ha rivelato ai pm alcune informazioni ottenute tramite un parente: «Mi è stato riferito che l’omicidio non è avvenuto nel bar Lively, ma nelle palazzine di Topolino, vicino al campo sportivo. Poco prima della morte di Fabio Ascione, un ragazzo di nome Pio Autiero e ... hanno avuto un conflitto a fuoco con alcuni ragazzi di Volla che si trovavano a bordo di un’auto “T-Roc” scura».

E ancora: «Subito dopo hanno incontrato Fabio Ascione . Iniziavano a raccontargli come avevano sparato poco prima. Si vantavano di aver posto in essere un conflitto a fuoco e nel fare questo Pio Autiero agitava la pistola che aveva in mano e accidentalmente è partito un proiettile che ha colpito Fabio uccidendolo». Subito dopo, la disperata corsa verso Villa Betania, ma per il ventenne non c’era purtroppo già più nulla fare. Poi la fuga del killer e l’altra notte la resa.

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