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Un tesoro per strada

Multe, incassi record: Napoli nella top five

I proventi derivanti dalle violazioni hanno raggiunto cifre ragguardevoli, ma non sempre vengono investiti in sicurezza

Multe, incassi record: Napoli nella top five

NAPOLI. I proventi derivanti dalle violazioni del Codice della Strada hanno raggiunto la cifra monstre di 1,77 miliardi di euro. Se avete la sensazione che telecamere e autovelox siano diventati i principali alleati dei bilanci comunali, i numeri ufficiali vi danno ragione.

Secondo l’ultima analisi di Facile.it, infatti, basata sui dati Siope, il 2025 si è chiuso con un tesoretto senza precedenti per le casse pubbliche, segnando una crescita del 23% rispetto al 2022. Nonostante tra il 2024 e il 2025 la curva degli incassi si sia stabilizzata con un timido +1%, il gettito complessivo resta altissimo, confermando che la pressione dei controlli e l’indisciplina degli automobilisti non accennano a diminuire.

In termini assoluti, le grandi metropoli guidano la classifica della "produttività" delle sanzioni. Milano svetta al primo posto con 178 milioni di euro incassati, seguita da Roma con 132 milioni. Tuttavia, entrambe le città registrano una flessione rispetto all’anno precedente, segno forse di una maggiore attenzione dei conducenti o di un diverso posizionamento dei dispositivi di controllo.

Chi invece non accenna a frenare è Firenze, che occupa il terzo gradino del podio con 73 milioni di euro e un balzo del +19%. A chiudere la "top 5" nazionale delle grandi città troviamo Torino con 56 milioni e Napoli, che con i suoi 47 milioni di euro si conferma tra i contesti urbani più sanzionati d'Italia.

Il dato degli incassi totali, però, non racconta tutta la verità sulla reale pressione fiscale stradale. Dividendo il tesoretto per il numero di residenti, la classifica si ribalta drasticamente: Firenze diventa ufficialmente la città più severa, con un costo teorico di 202 euro annui per ogni cittadino.

Seguono Siena (180 euro) e Milano (130 euro). Su questi dati, tuttavia, pesa enormemente il flusso di turisti e pendolari che transitano quotidianamente, gonfiando le casse comunali senza risultare all'anagrafe. In questo scenario, Napoli mantiene un equilibrio più marcato, ma resta vigilata speciale per l'elevato numero di violazioni legate alla mobilità urbana.

L’aspetto più eclatante riguarda però i piccoli centri, spesso trasformati in veri e propri "bancomat" stradali. Esistono borghi con meno abitanti di un condominio che incassano cifre da capogiro grazie a postazioni strategiche su strade di grande scorrimento.

L’esempio limite è Carrodano, in provincia di La Spezia: con soli 465 abitanti, ha incassato ben 770mila euro. Se la cifra fosse divisa solo tra i residenti, ognuno dovrebbe sborsare circa 1.656 euro. Questo fenomeno accende periodicamente il dibattito sulla finalità degli autovelox, sospesi tra l'esigenza di garantire la sicurezza e il sospetto che servano a risanare i conti degli enti locali a scapito di chi attraversa il territorio.

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