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la rapina choc
17 Aprile 2026 - 07:56
“Ci hanno detto che sarebbe andato tutto bene, purché restassimo calmi”. È una delle frasi che più si ripetono nei racconti degli ostaggi della rapina avvenuta ieri, 16 aprile 2026, nella filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Arenella. Una mattinata di terrore durata oltre un’ora, vissuta da circa 25 persone tra clienti e dipendenti.
Secondo le testimonianze raccolte nelle ore successive, i rapinatori – almeno tre, forse quattro o cinque – si sono presentati con il volto coperto e armati di pistole. Alcuni indossavano passamontagna con sembianze di maschere cinematografiche, un dettaglio che ha colpito molti ostaggi. “Erano armati, ma non hanno usato violenza”, ha raccontato uno dei presenti. “Sembravano sapere esattamente cosa fare, si muovevano con decisione e controllo”.
Un altro testimone ha descritto la scena iniziale: “Sono entrati e ci hanno subito radunati. Non c’è stato tempo di reagire”. Dopo aver preso il controllo della banca, i banditi hanno spostato gli ostaggi all’interno dell’edificio. “Ci hanno portati prima in un salone e poi rinchiusi in una stanza con una vetrata blindata”, ha riferito una persona coinvolta.
La tensione è salita rapidamente: “Alcune persone si sono sentite male per la paura”, raccontano altri presenti. Nonostante la situazione, molti ostaggi hanno mantenuto la calma: “Abbiamo assecondato tutte le richieste, era l’unico modo per evitare conseguenze peggiori”. Il sequestro è durato circa un’ora. Per chi era all’interno, però, il tempo sembrava dilatarsi. “Sono stati momenti concitati e tesi”, ha raccontato un ostaggio intervistato dopo la liberazione. “Non sapevamo come sarebbe finita”.
All’esterno, intanto, le forze dell’ordine circondavano l’edificio, preparando l’intervento. Gli ostaggi sono stati liberati intorno alle 13:30 grazie all’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Sei persone hanno avuto bisogno di assistenza medica, soprattutto per lo shock, ma nessuno è rimasto ferito gravemente. “Adesso stiamo bene, ma è stata una grande paura”, è il commento più ricorrente tra i presenti.
Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di tutti i 25 ostaggi per ricostruire con precisione la dinamica e individuare i responsabili. Tra gli elementi emersi: l’accento italiano dei rapinatori, l’uso di travestimenti e una fuga probabilmente avvenuta attraverso un varco nel pavimento collegato alla rete fognaria.
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