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Cocaina e marijuana a domicilio, azzerate due “piazze” dei Contini

Tredici arresti tra San Giovaniello e l’Arenaccia, il “biondo” a capo della holding

Cocaina e marijuana a domicilio, azzerate due “piazze” dei Contini

NAPOLI. Un’attività fruttuosa di delivery della droga all’ombra del clan Contini. Lo mettevano in pratica secondo l’accusa i 13 indagati arrestati ieri dai carabinieri della compagnia Poggioreale su ordinanza di custodia cautelare, tra i quali spiccano i nomi dei presunti capipiazza: sia di quella dinamica, con consegne a domicilio 24 ore su 24 sia di un luogo statico per vendere lo stupefacente. L’inchiesta è nata dal sequestro in casa di un affiliato di ben 66 fogli manoscritti con nomi e cifre, tra cui secondo i magistrati della Dda anche le “mesate” per il ras Patrizio Bosti e il figlio Ettore. Dagli appunti si evince un volume d’affari consistente ma non stratosferico, con punte di 50mila euro per singola attività.

Dagli approfondimenti investigativi dell’Arma, con il coordinamento dell’Antimafia, è emerso che Emanuele Catena, 36enne detto “’o biondo”, gestiva una piazza di spaccio “dinamica” per le consegne di dosi di cocaina porta a porta: a casa con il collaudato sistema del delivery. Gli ordini arrivavano a un telefono dedicato (poi ereditato dai successivi gestori) che i pusher motorizzati consegnavano in tempi rapidissimi in diverse zone della città. Il centro del business era nei quartieri San Carlo all’Arena, Vasto e Arenaccia fino al rione Amicizia (roccaforte dei Contini) passando per Poggioreale. In carcere anche Alessandro Scudiero, 31 anni, e suo padre Giovanni, 50 anni, che dal 13 febbraio 2023 avevano preso in consegna da Catena l’attività. Giovanni è il figlio di Anna Bosti, sorella del boss detenuto Patrizio Bosti “’o Patriziotto”.

I carabinieri hanno notificato sei misure cautelari in carcere e sette ai domiciliari emesse dal gip per associazione pera delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Tra i destinatari spicca il ruolo di Emanuele Catena, di cui hanno parlato diversi collaboratori di giustizia. L’inchiesta copre gli anni 2022 e 2023 e ha ricostruito la piramide dello spaccio, in particolare di marijuana e cocaina, con base nella zona est di Napoli. Sono stati individuati i promotori, i procacciatori e i corrieri, mentre alle donne era stato delegato il ruolo di nascondere la droga.

Gli investigatori che hanno lavorato all’inchiesta sono riusciti a individuare due diverse piazze di spaccio autonome, ma riconducibili allo stesso gruppo criminale, dedite l’una al traffico di cocaina e l’altra di marijuana nei quartieri di Napoli San Carlo all’Arena, Vasto, Arenaccia, Poggioreale, Mercato e rione Amicizia che utilizzavano la consegna porta a porta della sostanza stupefacente scelta dall'acquirente, il quale ordinava le dosi avvalendosi di utenze dedicate. Al lavoro, per il servizio delivery, diversi pusher che consegnavano rapidamente in scooter durante tutto l'arco della giornata, alternandosi in veri e propri turni di lavoro e percependo uno stipendio giornaliero. Quando un pusher veniva arrestato o spostato ad altri incarichi, era subito sostituito come accade nelle migliori aziende. I turni, a seconda se diurni o notturni, erano pagati diversamente.

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