Tutte le novità
ponticelli
17 Aprile 2026 - 08:43
NAPOLI. Niente da fare: resta nel carcere minorile il 17enne incensurato accusato di aver partecipato al conflitto a fuoco che ha preceduto l’omicidio di Fabio Ascione. Ieri durante l’udienza di convalida ha ripetuto più volte con le lacrime agli occhi di essere molto addolorato e di non avere avuto alcun ruolo nella morte di Fabio, che comunque non gli viene contestato. «Gli volevo bene, era un amico ma per me era come un fratello». Ma C.V., il minorenne indagato in stato d’arresto per la sparatoria con i ragazzi di Volla insieme a Francescopio Autiero, è rimasto nell’istituto minorile in cui è rinchiuso da martedì.
Il gip Paglionico non ha convalidato il provvedimento restrittivo d’urgenza per insussistenza del pericolo di fuga, emettendo però contestualmente un’ordinanza di custodia cautelare a suo carico per possesso di armi da fuoco e intimidazione pubblica con l’aggravante mafiosa. Il minorenne incensurato, difeso dagli avvocati Antonio Rizzo e Giovanni Nappo, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha fornito solo una dichiarazione spontanea. Prima ricordando con disperazione Fabio Ascione, ucciso per un colpo partito per errore dalla pistola di Francescopio Autiero poco prima dell’alba del 7 aprile scorso. Poi, sostenendo che l’incontro con la Volskwagen con i giovani di Volla a bordo non era voluto o cercato.
«È vero che ho dato un passaggio in scooter a Francescopio, ma l’incontro con l’altra automobile è stato casuale». Il 17enne nel corso della dichiarazione spontanea ha soprattutto ricordato Fabio Ascione. “Sono giorni che non dormo, non riesco a darmi pace per quello che è successo”, ha aggiunto. Non è indagato per l’omicidio del 20enne incensurato di Ponticelli perché al momento del tragico evento in via Rosssi Doria, dove si è verificato l’omicidio, non c’era. Oggi sarà invece il turno del 23enne Francescopio Autiero, anch’egli atteso davanti al giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida. La sua posizione è più grave.
Al momento l’accusa per lui è di omicidio volontario, oltre che per la partecipazione al conflitto a fuoco con i coetanei di Volla durante la quale avrebbe sparato dal sedile posteriore dello scooter guidato dal 17enne. È difeso dall’avvocato Leopoldo Perone, che lo ha accompagnato alla caserma dei carabinieri per consegnarsi nella tarda serata di lunedì scorso. Probabilmente il penalista lo ha convinto a interrompere la fuga durata sei giorni. A partire da quando è salito sulla sua Jeep per allontanarsi a tutta velocità dopo aver esploso secondo l’accusa il colpo fatale ad Ascione, premendo inavvertitamente il grilletto della pistola con il colpo in canna.
Due testimoni lo hanno raccontato agli investigatori, uno dei quali lo ha descritto in preda all’adrenalina mentre raccontava il precedente episodio del conflitto a fuoco, terminato senza feriti. Anche su Tiktok uno dei presunti partecipanti alla sparatoria si è mostrato in un video con la mano fasciata. Nessuno però si è recato in ospedale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo