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politica
17 Aprile 2026 - 09:58
C’è un passaggio che segna una discontinuità politica e insieme culturale dentro Forza Italia a Napoli. Non è solo una questione di nomi, ma di assetto e di prospettiva: per la prima volta, la guida del partito in città è interamente affidata a tre donne. Iris Savastano, segretario politico cittadino; Ardemia De Gennaro, alla guida di Forza Italia Giovani; Rossella Ferraro, segretario di Azzurro Donna. Tre livelli, tre responsabilità, un’unica linea che oggi ridisegna il profilo del partito nel capoluogo.
Non è un dato simbolico. È un fatto politico. In nessun’altra città italiana i vertici locali di Forza Italia risultano tutti al femminile. Napoli diventa così un laboratorio, un punto di osservazione su un cambiamento che non si limita alla rappresentanza, ma investe il modo stesso di costruire consenso, organizzazione e radicamento.
Qui si innesta una doppia traiettoria: da un lato il rafforzamento della presenza sul territorio, dall’altro un ricambio generazionale che viene rivendicato come necessario e inevitabile. “Ci prepariamo con la forza delle donne alla campagna elettorale del 2027, quando finalmente potremo dare a questa città vivibilità e decoro urbano”, scandisce Rossella Ferraro, legando il tema della leadership femminile a un obiettivo concreto di governo della città.
Parole che trovano una sponda nella linea indicata da Ardemia De Gennaro, che sposta il discorso sul piano interno al partito: “C’è in atto un ricambio generazionale. Dico a tutti i dirigenti cittadini di non temerlo, ma di accompagnarlo”. È un invito esplicito a trasformare il cambiamento in metodo, a non viverlo come frattura ma come evoluzione guidata.
In questo quadro, la leadership di Iris Savastano assume il ruolo di sintesi politica. Tenere insieme organizzazione, radicamento e rinnovamento non è un esercizio formale: significa costruire una classe dirigente capace di parlare alla città reale, ai quartieri, alle municipalità, alle domande di servizi e qualità della vita che Napoli esprime con sempre maggiore urgenza.
La “città più rosa d’Italia”, allora, non è soltanto uno slogan. È un posizionamento politico che punta a trasformare una scelta organizzativa in una proposta di governo. E a misurarsi, già da ora, con una scadenza precisa: il 2027. Dove la sfida non sarà più interna al partito, ma tutta esterna. Sulla capacità di tradurre questa leadership in una visione credibile per Napoli.
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