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Tragedia del Monte Faito

Il crollo della funivia un anno fa: dolore e silenzio

Quattro morti e un passeggero gravissimo. A bordo il macchinista e quattro turisti. Oggi due commemorazioni: una religiosa nel Santuario di San Michele Arcangelo e una civile, sotto la cabina gemella rimasta agganciata ai cavi

Il crollo della funivia un anno fa: dolore e silenzio

Cerimonia di commemorazione della tragedia del Monte Faito

CASTELLAMMARE DI STABIA. La funivia del Monte Faito è ancora sospesa a un paio di metri dall'ingresso nella stazione d'arrivo di Castellammare di Stabia. È la cabina rimasta agganciata ai cavi che in cima alla montagna si spezzarono, schiantando al suolo, tra gli alberi, l'altra cabina al suolo. In essa morirono 4 persone: il macchinista, di Castellammare di Stabia, Carmine Parlato, di 59 anni; la palestinese-israeliana Janan Suliman, di 25 anni; la britannica Margaret Elaine Winn, di 58 anni e suo marito Derek Winn, 65 anni. Superstite, ma gravemente ferito, il fratello di Janan, che ora è in patria per proseguire le cure.


A un anno dal disastro, con il dolore che ancora pervade istituzioni e cittadinanza, si è svolta in due momenti una dolorosa commemorazione di quanto avvenne in un giorno indimenticabile per il territorio, segnato da violente folate di vento e maltempo che, il giorno prima, aveva imposto il fermo del servizio.
Nel Santuario del Monte Faito, dedicato a San Michele Arcangelo, l'Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, Francesco Alfano, insieme con il rettore don Catello Malafronte, ha celebrato una messa in suffragio per le vittime della tragedia del 17 aprile 2025. Poi, con i tre sindaci dei Comuni Castellammare di Stabia, di Pimonte e Vico Equense, pertinenti per il territorio del Faito, e il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Enzo Peluso, con i vertici dell'Eav, è stata deposta una corona di fiori in ricordo delle vittime. Dei familiari, era presente solo la sorella del macchinista Carmine Parlato.


A valle, nella stazione Eav di Castellammare di Stabia, da cui era partita la funivia, due ore dopo, un'altra corona di fiori, anturium rossi, è stata collocata sotto la cabina verde che da un anno è ferma nella posizione in cui si trovava alle ore 14,47, momento del disastro.


«Siamo riuniti per commemorare un momento di sofferenza e di morte - sono state le parole dell'arcivescovo Alfano - ma anche per assumerci la responsabilità di evitare che momenti simili si ripetano e per ricordare che la vita va valorizzata, ringraziando Dio che ce l'ha donata, per costruire momenti di serenità e di pace».
Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha parlato anche a nome dei sindaci di Vico Equense e di Pimonte, ringraziando della presenza di Alison Kerr, vice capomissione ambasciata britannica e per la collaborazione ricevuta sin dai primi stanti della tragedia dalle autorità inglesi, «per il riconoscimento delle vittime e per l'assistenza ai familiari».
Il primo cittadino ha poi ricordato come il Monte Faito «un luogo di straordinaria bellezza, sembra segnato da ingiuste tragedie», riferendosi al crollo della funivia nel 1961, poi alla difficile ripresa, a cui seguì - circa 30 anni fa - la sparizione della piccola Angela Celentano. Quella vicenda segnò di nuovo il declino della montagna e poi, ha aggiunto Vicinanza, «il sogno era rinato con la messa in opera della nuova Funivia che porta dal mare alla cima del monte in soli 8 minuti, in uno scenario unico al mondo. Un sogno spezzato dalla tragedia dello scorso anno, ma con la speranza di una nuova rinascita, come è scritto nello stemma civico della città di Castellammare di Stabia: "Post fata resurgo"».


Il presidente di Eav, Umberto De Gregorio non ha voluto aggiungere commenti, se non «tre parole - ha detto - dolore, tristezza e silenzio. A ciò voglio ancora ribadire la nostra piena collaborazione a tutti i livelli per la ricerca della verità». Tra le autorità civili e militari presenti, anche il viceprefetto Franca Fico.

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