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Estate a Napoli
20 Aprile 2026 - 08:13
NAPOLI. A Posillipo il contrasto tra la burocrazia e la realtà quotidiana è diventato tangibile: mentre i cancelli di molti lidi storici restano sbarrati nell'incertezza, la spiaggia di Donn'Anna, completamente libera e aperta, viene letteralmente presa d'assalto dai bagnanti in queste giornate più estive che primaverili.
Gli imprenditori balneari della zona non sanno ancora come si concluderà l'iter per questa estate, sospesi in un limbo in attesa di concessioni che faticano ad arrivare. Il paradosso è evidente proprio a Donn'Anna, dove a fronte delle tre concessioni storiche si contano oggi ben otto nuove domande di affidamento, segno di una pressione competitiva che però si scontra con una paralisi amministrativa.
In questo contesto si inserisce l'azione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che vigila affinché le concessioni demaniali marittime siano affidate tramite gare trasparenti in linea con la Direttiva Bolkestein. L'Autorità è diventata un soggetto imprescindibile nell'attività normativa tanto che il Consiglio di Stato, che nel luglio 2025 ha rigettato lo schema di decreto sui canoni anche perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non aveva preventivamente concertato la proposta con l'Agcn stessa.
L'attività dell'Autorità si fa sentire in modo perentorio attraverso i pareri inviati ai Comuni costieri, come dimostrano i recenti interventi nei confronti di Formia e Viareggio. In questi atti, l'Agcm critica duramente i tentativi delle amministrazioni locali di valorizzare eccessivamente l'esperienza maturata dai vecchi gestori o di stabilire indennizzi troppo onerosi per chi subentra. Precisazioni che per Napoli hanno un peso specifico.
Secondo l'Autorità, assegnare punteggi elevati basati sul fatto che la concessione rappresenti la prevalente fonte di reddito dell'operatore uscente potrebbe costituire una barriera ingiustificata all'ingresso di nuovi competitor, violando i principi di proporzionalità e necessità previsti dai trattati europei.
Tuttavia, il problema di fondo resta la mancanza di un quadro normativo di riordino completo che possa guidare i Comuni concedenti in questa fase di transizione. Il mancato varo di un "bando tipo" nazionale e il naufragio dei decreti sugli indennizzi hanno la sciato le amministrazioni locali in un perimetro di discrezionalità molto rischioso. Nonostante il decreto legge 131 del 2024 cerchi di garantire un'ordinata programmazione fino al settembre 2027, la natura puramente tecnica di questa proroga viene spesso messa in discussione, alimentando i dubbi sulla validità dei titoli attuali.
«Per uscire da questo stallo, appare necessario un maggiore rispetto per la discrezionalità tecnica dei Comuni, che agiscono in subdelega regionale e dovrebbero poter definire criteri di gara adatti alle specifiche peculiarità del territorio - ribattono le associazioni - Non è giusto sminuire l'iniziativa economica privata riducendo a punteggi irrisori la capacità tecnica riconosciuta dei concessionari storici, né si può ignorare il diritto a un'equa remunerazione per gli investimenti non ammortizzati».
La sfida per Napoli resta quella di conciliare la libera concorrenza con la tutela di un settore che, tra i lidi di Posillipo e le acque di Donn'Anna, rappresenta un pilastro dell'identità e dell'economia cittadina.
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