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31 Ottobre 2023 - 09:16
La presidente della commissione parlamentare, Colosimo: «Cacciamo chi ha martorizzato questo territorio». La proposta per i giovani nel corso dell’incontro all’istituto Morano, a due passi dal parco Verde
CAIVANO. «Siamo venuti qui consapevoli che, a partire dalla storia degli Anni ’80, e quindi degli scontri tra la Nuova Famiglia Organizzata e la Nuova Camorra Organizzata, che ora è tempo di agire». Ha esordito così la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo in visita a Caivano. «Conosciamo i nomi dei clan e delle famiglie affiliate, sappiamo che da anni operano su questo territorio e che interessi hanno, il cui principale è il narcotraffico, così come l’abusivismo, con l’occupazione illecita delle case popolari, e sappiamo benissimo che anche nelle vecchie amministrazioni hanno sempre trovato spazio».
Un attacco diretto a chi da anni ha perseguitato Caivano: «A queste famiglie, anche a quelle meno note sul territorio in questo periodo, vogliamo dire che noi non faremo sconti, è finito il periodo della tolleranza, così come il tempo in cui non si ha il coraggio di fare i nomi di chi va condannato e deve essere tirato fuori dai territori che ha martorizzato», ha detto ancora Colosimo. L’ incontro si è svolto all’IC Morano del Parco Verde, con la presenza della dirigente scolastica Eugenia Carfora e Don Maurizio Patriciello. A presenziare, il capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, assieme alla delegazione della Commissione Antimafia, composta da Antonio Iannone (Fdi) Pietro Pittalis (Fi), Francesco Gallo (gruppo misto) Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi e Sinistra), Luigi Nave (M5s) Valeria Valente (Pd), Federico Cafiero de Raho (M5s), Gianluca Cantalamessa (Lega) Dafne Musolino (Az -Iv-Re).
In agenda, le azioni decisive volte a contrastare il fenomeno della micro-criminalità organizzata, come ribadito dalla presidente Colosimo, mirate al ripristino della normalità perché «la speranza è quel seme che è stato piantato, ma non ha avuto la possibilità di crescere». Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, arrivato all'IC Morano ha stretto la mano alla presidente Colosimo ed è stato fatto oggetto di un mazzo di peperoncini rossi dai dirigenti dell'istituto scolastico. Il capo della procura di Napoli ha poi assistito all'esibizione musicale di alcuni studenti, per poi iniziare la visita del plesso scolastico, assieme alla delegazione della commissione antimafia.
Borse di studio per chi vuole andare all’università. «Abbiamo prodotto quello che forse in questi anni è mancato, l’ascolto anche dei sogni e delle speranze di una generazione che può mettere fine alla parola “camorra” in questo territorio, se tutto insieme rifiuta la criminalità organizzata». Lo ha dichiarato la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo in visita a Caivano. Sono stati ascoltati i ragazzi del Parco Verde, i veri protagonisti indiscussi, che pagano lo scotto di tante amarezze. Hanno dei sogni, come laurearsi, e per questo la commissione Antimafia si è proposta di poter regalare delle borse di studio a coloro i quali decideranno di continuare gli studi universitari. In tanti desiderano vivere una vita normale, come tutti gli altri coetanei, soprattutto chiedono di non essere guardati con pregiudizio».
I ragazzi vogliono liberarsi dall’etichetta “Parco Verde” e chiedono di non essere guardati con sospetto, considerando che da anni su di loro è stata sversata una “una pioggia mediatica” che ha rimarcato il modello della corruzione. Sognano di uscire dalle famiglie problematiche e di avere un futuro possibile, proprio a partire dalla scuola, grazie all’impegno dei dirigenti, come la professoressa Eugenia Carfora, che da anni sta risollevando le redini dell’istituto Morano, facendo applicare le regole del vivere civile, quelle che sono sempre mancate in tutto il territorio di Caivano, così come in tante province del Sud Italia. «Si riparte da ciò che abbiamo sempre fatto, la nostra parte. I ragazzi lo sanno e si stanno impegnando per questo», ribadisce la Carfora.
Impegno per il territorio, e sicuramente la capacità di attendere questa rivoluzione sociale, a partire dalla realizzazione dei lavori di riqualificazione territoriale, il rispetto dei tempi e delle istituzioni, come ribadito da Don Maurizio Patriciello: «La bacchetta magica non ce l'ha nessuno. I miracoli li fa Nostro Signore Gesù Cristo insieme ai santi, però penso che qualcosa di bello stia succedendo anche se in questo momento qua dobbiamo ancora una volta arrossire il volto perché la nostra amministrazione comunale è sciolta per infiltrazione camorristica». Ha poi sottolineato la presidente della commissione Colosimo: «C’è la possibilità di raccontare un altro modello, che non può essere quello dei “soldi facili” e nemmeno quello della povertà. I ragazzi devono sapere che possono vivere una vita dignitosa lavorando, ottenendo con le proprie risorse tutti i mezzi per poter realizzare i propri obiettivi». Dare un buon esempio, lavorare con loro: «Come si convincono i giovani? Semplicemente, raccontando la verità. Un malavitoso, un camorrista, un affiliato al clan Moccia o al SauttoCiccarelli sono persone che per tutta la vita si dovranno nascondere, avranno i soldi e non li potranno usare, entreranno e usciranno dal carcere. Non è la vita che un giovane può volere».
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