NAPOLI. Vincenzo De Bernardo, uomo di punta del clan Mazzarella, non è stato ucciso nell’ambito di una vendetta trasversale scaturita dall’assassinio del babyras di Forcella, Emanuele Sibillo. No, il reggente dall’ala mariglianese della cosca fu punito per aver violato il patto di sangue sottoscritto con i capi del gruppo Piezzo e, soprattutto, con il superboss Ciro Rinaldi “mauè”. Parola del neo collaboratore di giustizia Tommaso Schisa, 28enne figlio del ras Roberto.