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Pizzo al mercato del clan, ecco l’estorsore da record

Pizzo al mercato del clan, ecco l’estorsore da record

Gaetano Della Porta ancora in “attività” a 68 anni suonati

NAPOLI. Il suo è un record anche a Napoli, città in cui le storie di camorra spesso appaiono incredibili. Ma evidentemente Gaetano Della Porta, 68 anni compiuti a maggio scorso, ha ancora energie da vendere e così nell’inchiesta compiuta a tempo di record dalla polizia sul “pizzo” nel mercatino della Maddalena è comparso anche lui con un ruolo più che attivo: esattore delle tangenti insieme ad altri affiliati al clan Mazzarella-Ferraiuolo ben più giovani. Il risultato per i nove indagati (da ritenere comunque innocenti fino all’eventuale condanna definitiva) è stato però lo stesso per tutti: il carcere, prima con un fermospiccato dalla Procura antimafia e poi con un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Gaetano Della Porta non è un personaggio qualsiasi all’interno della holding di camorra Mazzarella, un clan che si estende attraverso varie articolazioni da San Giovanni a Teduccio al quartiere Poggioreale, passando per il centro antico e in particolare occupando spazi criminali a Forcella e ai Tribunali. Compresa la zona della Maddalena, dove storicamente gli ambulanti del mercato rionale sono sottoposti a pressioni della malavita organizzata. Il pagamento del “pizzo” è stata una regola più che un’eccezione fino alla primavera scorsa, quando un numero consistente di ambulanti non ne poté più e si rivolse alla polizia, precisamente al commissariato Vicaria-Mercato e alla squadra mobile della questura. Le indagini sono state rapide e il 20 giugno scorso sono scattati i provvedimenti di fermo. Di Gaetano Della Porta ha parlato Francesco Mazzarella, nipote di Vincenzo, indicandolo come uno «considerato della famiglia Mazzarella per essere il suocero di Paolo Ottaviano». Quest’ultimo, cugino dei Mazzarella, per un periodo secondo gli inquirenti resse le redini del clan prima di essere arrestato. Il 68enne è stato poi riconosciuto in fotografia da tre vittime dopo una prima indicazione generica: «Una persona anziana». Puntate soprattutto sull’alleanza Mazzarella-Ferraiuolo le dichiarazioni di Cristiano Piezzo e Carmine Campanile, altri due collaboratori di giustizia che da un anno circa sono passati dalla parte dello Stato. Il primo ha raccontato che «quando Gaetano Ferraiuolo è uscito dal carcere, poiché nessuno voleva avere a che fare con lui in quanto nipote di un pentito, grazie ai suoi rapporti con “Mortadella” che aveva pagato un omicidio con i Mazzarella e in particolare con Michele Mazzarella, è riuscito a raggiungere un accordo con i Mazzarella per avere il controllo della Maddalena, come era stato previsto anni indietro con Maurizio Ferraiuolo». Carmine Campanile ha puntato il dito contro Massimo Ferraiuolo, pur specificando di non conoscerlo. «Nella foto numero 28 - ha messo a verbale durante l’interrogatorio al quale è stato sottoposto lo scorso 28 febbraio - riconosco questa persona come “Pasqualino”, fratellastro di Antonio Frasca. L’ultima volta che l’ho visto è stato al funerale di mio padre. Pasqualino (identificato poi per Pasquale Salvia di 37 anni, tra gli arrestati nell’inchiesta, ndr) è un mazzarelliano di ferro e fino a poco tempo gestiva la Maddalena, passata a Massimo Ferraiuolo».

Luigi Sannino

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