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AL CIRCOLO DELL’UNIONE

Testamento biologico, parliamone

Giuristi, medici, sacerdoti e filosofi a confronto sulla legge che regola il fine vita

Testamento biologico, parliamone

Giuliano Buccino Grimaldi ed Emanuele de Montemayor

Sarà che siamo scaramantici e non ci va di parlarne ma è davvero un peccato constatare che le leggi sul fine vita esistono senza che i cittadini ne abbiano piena consapevolezza.

Eppure il testamento biologico – o Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – è uno strumento fondamentale di autodeterminazione, soprattutto in un’epoca in cui i confini tra cura, accanimento terapeutico e rispetto della dignità della persona appaiono sempre più sfumati.

È da questa esigenza di chiarezza e informazione che nasce l’incontro “Testamento biologico e fine vita: considerazioni su un confine sempre più difficile da individuare”, promosso dal Circolo Nazionale dell’Unione, in programma martedì prossimo alle 19,15 nella sede di via San Carlo 99. Un appuntamento che mette al centro la conoscenza. Perché, come sottolineano gli organizzatori, non può esserci scelta senza consapevolezza.

Al tavolo dei relatori siedono figure di primo piano del dibattito etico, giuridico, medico e religioso: Francesco Asti, preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia morale alla Federico II; Andrea Patroni Griffi, ordinario di Diritto costituzionale; Lucio Romano, medico ed ex presidente del Comitato etico nazionale; Nicola Taccone, notaio.

A moderare l’incontro sarà Nicola Abbamondi, neuropsichiatra dell’età evolutiva. Presente anche Fra’ Nicolò Custoza de’ Cattani, Gran Priore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. «Quando si parla di malati terminali e di fine vita – spiega il presidente del Circolo, Giuliano Buccino Grimaldi – ci si confronta con questioni mediche ed etiche estremamente complesse. Proprio per questo è necessario chiarirsi le idee.

Il nostro obiettivo è offrire uno spazio di confronto aperto, che tenga insieme il punto di vista medico, giuridico, etico e religioso, senza interferenze ideologiche». Al centro del dibattito, il dato spesso ignorato: la normativa italiana riconosce ampi margini di libertà nelle scelte di fine vita, ma questa possibilità è poco conosciuta. «Il senso dell’incontro – precisa il notaio Nicola Taccone – nasce dalla necessità di comunicare correttamente su un tema divisivo. Occorre capire cosa si può fare alla luce della legge e dell’informazione medica.

La libertà di scelta esiste, ma va coordinata con il profilo sanitario: un requisito essenziale del testamento biologico è infatti un’adeguata informativa medica».

Una convinzione condivisa anche da Emanuele de Montemayor, consigliere delegato agli eventi culturali del Circolo, profondamente coinvolto nell’organizzazione dell’incontro. «Da cattolico osservante – spiega – la mia fede non ha mai bloccato le mie scelte civiche. Ritengo doveroso difendere le minoranze non protette, come quella dei malati incurabili, già colpiti da una tragedia personale e spesso aggravata da diseguaglianze socioeconomiche. Se anche nel nostro piccolo possiamo contribuire a rendere noti i loro diritti, allora è giusto farlo».

Il Circolo Nazionale dell’Unione conferma così la propria vocazione a essere luogo di dialogo sui nodi cruciali del presente: «Stiamo ampliando da tempo - conclude il presidente del Circolo - la nostra offerta culturale che va dalle questioni geopolitiche ai diritti delle persone detenute, dalle problematiche cittadine a quelle nazionali e internazionali, ci interessa mettere a confronto posizioni e punti di vista diversi in modo da dare a tutti l’opportunità di chiarirsi le idee senza interferenze ideologiche».

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