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22 Febbraio 2026 - 19:24
Uno dei sontuosi abiti da regina esposti alla Reggia di Caserta
CASERTA. Ritratti, abiti, qualche gioiello, specchi, ceramiche, un fucile da caccia e strumenti musicali. Le "Regine in mostra" alla Reggia di Caserta sono rappresentate con le loro passioni e descritte nella personalità che hanno espresso regnando tra il Settecento e la prima metà del Novecento, spesso agendo con la loro cultura sugli influenti sovrani ai quali sono andate in moglie o dei quali sono state le madri.

L'architetto Teresa Leone, presidente di "A.N.T.A.R.E.S" le ha descritte in un interessante tour lo scorso 19 febbraio, raccontando di ciascuna vizi e virtù, così come emergono dai 200 tra dipinti firmati da grandi ritrattisti, litografie, rare fotografie e sculture che si possono ammirare visitando la mostra "Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l'Europa", fino al 20 aprile nella Reggia di Caserta.
Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone a Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Asburgo Lorena, moglie di Ferdinando I, Maria Isabella, consorte di Francesco I, Maria Cristina di Savoia, madre di Francesco II e prima moglie di Ferdinando II per finire con Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, seconda moglie riempiono con i loro sguardi austeri la Gran Galleria del Palazzo Reale, ambienti di recente restaurati, alle spalle della Cappella Palatina.

La mostra dà spazio anche alle sovrane del periodo murattiano (1806-14) e a quelle della dinastia dei Savoia. E lancia uno sguardo anche alle dame di compagnia che nei Palazzi regali godevano di grande potere per l 'influenza che spesso avevano sulle regine-amiche.


Impossibile non notare che la mostra attrae soprattutto un vasto pubblico femminile. Rarissimi gli uomini che vanno a curiosare nel contesto storico, le relazioni di parentela e di cultura delle Regine di Napoli e il ruolo che esse hanno avuto nelle vicende politiche. Eppure, i matrimoni combinati, per ampliare regni, consolidare alleanze, arginare progetti espansionistici, hanno contribuito alla costruzione, affermazione e diffusione della cultura europea, in epoche in cui la comunicazione tra i popoli era limitata.
La mostra è organizzata dalla Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori, il patrocinio del Network of European Royal Residences, a cura di Tiziana Maffei e Valeria Di Fratta.



L'architetto Leone ha guidato un gruppo di visitatori in un intreccio complesso e ricco di sfumature, tra opere, anche appartenenti alla collezione della Reggia di Caserta mai esposte e conservate finora nei depositi. Il percorso parte dalla formazione delle predestinate a diventare regine, alle quali venivano insegnate le lingue, arti diplomatiche e portamento. Sapevano dipingere, cavalcare, suonare, ricamare. Il loro aspetto esteriore doveva coincidere con il ruolo. Così nelle quattro dinastie che sono rappresentate nel percorso della mostra: Farnese, Borbone, Murat e Savoia.

Durante la visita, si può entrare in una saletta multimediale chiusa tra quattro pareti a drappi di velluto. In essa si ascoltano le voci che in quell'epoca - proprio come oggi - venivano usate contro le donne come arma di diffamazione. Anche contro le Regine si ricorreva alla maldicenza (come fu per l'ultima regina del Regno delle due Sicilie, Maria Sofia, moglie di Francesco II di Borbone, che fu bersaglio dei Piemontesi con fotomontaggi oltraggiosi) per minarne autorità e legittimità attraverso stereotipi di genere. L’ambizione diventava “arroganza”, l’autonomia “scandalo”, il potere “tirannia”. Questa stanza invita a entrare in quel territorio d’ombra per riflettere su cosa significava anche all'epoca essere donne di potere e quanto ancora oggi rimane del retaggio culturale di un passato che fa fatica a scomparire.
INFO:
A.N.T.A.R.E.S
https://www.progettocomprasud.it/2025/06/01/a-n-t-a-r-e-s/
antarescampaniaecultura@gmail.com
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