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Il progetto

L’Appia dei Popoli, l’Irpinia che unisce

Mirabella Eclano è fra i dieci centri finalisti per il titolo di Capitale italiana della cultura 2028

L’Appia dei Popoli, l’Irpinia che unisce

Il Parco archeologico di Aeclanum

È l’unico comune campano in lizza e ora guarda al traguardo finale: Mirabella Eclano (nella foto, particolare del parco archeologico) è tra i dieci finalisti per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Il centro irpino affida la propria visione a un’idea forte e identitaria: la Via Appia come linea di unione tra popoli, culture e generazioni.

Il dossier, dal titolo “L’Appia dei Popoli – Incubatrice di Art Thinking”, propone una rilettura contemporanea della Regina Viarum come infrastruttura non solo archeologica ma simbolica: una strada fisica e metaforica capace di connettere territori, ricucire fratture, generare sviluppo culturale permanente.

Non una celebrazione effimera, ma un progetto che punta a lasciare radici nei prossimi quindici anni, a partire già da ora. In questo percorso si inseriscono anche i seminari di ieri e oggi al cinema Assanti. Due workshop aperti e gratuiti, pensati come momenti di confronto e partecipazione attiva. Ieri Francesco Cascino, direttore artistico e responsabile del dossier, ha guidato l’incontro “Il valore culturale dell’arte per le persone, le imprese e i territori”, dedicato al ruolo dell’arte come strumento analitico e progettuale nei processi sociali ed economici.

Oggi Enzo Abbate ha condotto “La terra suona – Musica e identità universali”, un’esplorazione del suono come matrice identitaria e linguaggio condiviso. L’impianto progettuale è corale e olistico: arte pubblica diffusa, musica di ricerca, letteratura, teatro d’avanguardia, danza, fotografia, cinema, tecnologia e rigenerazione urbana dialogano con archeologia, agricoltura, artigianato e impresa.

L’obiettivo dichiarato è costruire una “feliCittà”, un modello di sviluppo culturale inclusivo che metta al centro cittadini di ogni età, dai giovani agli anziani, e valorizzi l’identità irpina come patrimonio vivo. Per il sindaco e l’amministrazione comunale la candidatura non è solo una competizione, ma un’occasione necessaria di crescita collettiva.

«Per noi – dicono il sindaco Giancarlo Ruggiero con l’assessora Raffaella Rita D’Ambrosio e lo stesso Cascino – l’obiettivo di una Capitale della Cultura non è solo quello di attrarre nuovi viaggiatori consapevoli ma di alimentare e far crescere ogni giorno la sapienza, la visione e la conoscenza dei nostri cittadini, dai giovanissimi agli anziani, a partire da chi lavora in campagna ed è naturale presidio di accoglienza, nutrimento, convivenza e incontro. Identità meridionali e irpine per eccellenza che, per millenni, hanno prodotto culture che viaggiano sull’Appia da Roma all’Oriente, e che ci hanno consegnato il mondo intatto, evoluto e meraviglioso, mentre noi lo stiamo distruggendo per scarsa consapevolezza».

La sfida è portare l’Irpinia sul palcoscenico internazionale senza perdere la propria anima, trasformando la Via Appia in un laboratorio permanente di connessione, consapevolezza e visione. Il 27 marzo si conoscerà il verdetto finale. Intanto, Mirabella Eclano continua a camminare sulla sua strada millenaria, con lo sguardo rivolto al futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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