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storie e dialetti
05 Marzo 2026 - 14:29
Carlo Avvisati
NAPOLI. "Chi vò ’o mmale de 'sta casa ha dda iardere dint’â vrasa…!" è un famoso scongiuro che i napoletani più superstiziosi mettono davanti alla porta di casa, accogliendo in questo modo i potenziali nemici con una formula antica, capace di "cacciare via il malocchio" e propriziarsi la fortuna. Non manca questo rito apotropaico in "Nannina Munzurrò. Una storia vesuviana" è il nuovo romanzo di Carlo Avvisati, giornalista e scrittore, di Boscoreale, esperto di storia e archeologia local, che si diverte a tradurre in napoletano testi antichi, da parti della Divina Commedia alle poesie in latino.

Nasce dalla sua fantasia e dalle tradizioni della realtà territoriale la storia di Nannina e della sua famiglia. Una figura femminile che cammina nelle vicende della vita accanto a un'altra donna: Matalena, domestica di casa, zingara mezzosangue che veglia su di lei e la protegge a modo suo, con le arti magiche.
Ma anche tanta storia nel lavoro di Avvisati che percorre dal 1850 al 1950 un lungo periodo che parte dai Borbone e termina nel secondo dopoguerra, passando per Garibaldi, i briganti, i patrioti, l'eruzione del Vesuvio del 1906, il fascismo, la Grande Guerra, l'emigrazione, la ricostruzione e le nuove tecnologie.
Nannina, detta Palomma o Palommella, è la protagonista nella famiglia di vinicoltori in cui nasce, generazione di produttori e commercianti che hanno l'arte del vino "nelle mani e nel cuore". Vale la pena comprare - alla vigilia della Giornata internazionale della donna - leggere e regalare questo affresco letterario: "Nannina Munzurrò. Una storia vesuviana", di Carlo Avvisati, edizioni MEA (180 pagine, 18 euro).

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