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Il ricordo

Elio Palombi, la memoria come magistero

Incontro nella biblioteca “Alfredo De Marsico” di Castel Capuano

Elio Palombi, la memoria come magistero

Non è stato soltanto un incontro commemorativo, ma un momento di alta riflessione civile quello che si è svolto nella Biblioteca “Alfredo De Marsico” di Castel Capuano, dedicato alla figura del magistrato, avvocato e professore Elio Palombi.

Un pomeriggio intenso, costruito come un ideale attraversamento del pensiero e dell’opera di un uomo che seppe abitare con eguale autorevolezza il mondo del diritto, quello della cultura e il vasto orizzonte della storia civile di Napoli.

L’iniziativa, significativamente intitolata “Un volo pindarico attraverso le sue opere”, ha riunito magistrati, avvocati, studiosi e uomini delle istituzioni, tutti accomunati dal desiderio di restituire alla città il ritratto di un intellettuale dal multiforme ingegno.

Non si trattava, infatti, di ricordare soltanto il magistrato, il docente di diritto penale, il giurista rigoroso; ma soprattutto di interrogare la profondità di un pensiero che ha saputo intrecciare la scienza giuridica con la cultura umanistica, la storia del diritto con quella del teatro e della società.

Ad aprire i lavori, dopo l’introduzione dell’avvocato Paolo Ciannella, sono stati i saluti istituzionali di Carmine Foreste, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, di Luca Zanchini, presidente della Biblioteca “Alfredo De Marsico”, di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, di Aldo Policastro, procuratore generale presso la Corte di Appello, di Gian Piero Scoppa, presidente f.f. Del Tribunale di Napoli, di Alfredo Sorge, presidente della Fondazione dell’Avvocatura Napoletana per l’Alta Formazione Forense e di Marco Muscariello presidente della Camera Penale di Napoli.

Parole che hanno restituito, con accenti diversi ma concordi, il profilo di un maestro che ha segnato la coscienza giuridica della città. Moderato con misura dall’avvocato Alessandro Gargiulo, l’incontro si è sviluppato come un itinerario intellettuale attraverso i temi cari a Palombi.

Maria Rosaria Covelli ha riletto la vicenda del Processo a Gesù, interrogando la storia con lo sguardo del diritto; Nunzio Fragliasso ha evocato la lezione di Beccaria, riportandone l’eco nel dibattito contemporaneo sulla giustizia penale; mentre il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha ricordato l’impegno civile di Eduardo De Filippo nella ricostruzione del Teatro San Ferdinando, tema che Palombi aveva interpretato come simbolo di una rinascita morale e culturale.

A completare il quadro degli interventi sono stati i contributi del professore Vincenzo Maiello, che ha richiamato la figura di Mario Pagano e il senso profondo del processo criminale nella tradizione napoletana, di Giorgio Pica, che ha evocato il riscatto linguistico e culturale del napoletano nel teatro tra Otto e Novecento, e della magistrata Claudia De Luca, tornata sulla figura di Eduardo, giudice del Rione Sanità, metafora potente di una giustizia capace di ascoltare il dolore degli uomini.

A chiudere il percorso, Giuseppe De Angelis ha proposto una suggestiva riflessione su Pinocchio e la (in)giustizia, richiamando l’eterno confronto tra legge, coscienza e responsabilità morale. Nel cuore di questo mosaico di voci si è avvertita costante la presenza ideale di Elio Palombi: non come memoria distante, ma come pensiero vivo. Un giurista che ha sempre inteso il diritto non come arida architettura normativa, bensì come luogo di incontro tra etica, storia e destino civile.

A suggellare il significato più profondo dell’incontro sono state le parole dell’avvocato Manuela Palombi, consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che ha raccolto e restituito la memoria del padre con sobrietà e intensità. Accanto a lei era presente anche l’avvocato Giovanna Capaldo, terza generazione di una vocazione giuridica che continua nel tempo, recentemente insignita della Toga d’onore in memoria del nonno.

A rendere ancora più intensa la dimensione umana del ricordo la presenza della moglie di Palombi, la professoressa Anna Maria Palombi Cataldi, docente di letteratura inglese, che con parole misurate e profonde ha evocato la figura del marito, restituendone la profondità dell'animo accanto alla grandezza del giurista.

Così, tra diritto e cultura, tra teatro e storia civile, l’incontro ha dimostrato come l’eredità di Elio Palombi non appartenga soltanto al passato, ma continui a interrogare il presente. Perché vi sono maestri che non si limitano a insegnare: essi diventano coscienza viva di una comunità, e nel tempo continuano a indicare la strada.

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