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Le materie in dialogo secondo Carmine Carlo Maffei

“Intersectio Materiae” trasforma il contrasto tra elementi in un racconto visivo e sensoriale del contemporaneo

Le materie in dialogo secondo Carmine Carlo Maffei

Tra le linee eleganti della collina di Posillipo e lo sguardo aperto sul golfo, in via Orazio, lo Spazio Exclusive Technologies di Luca Pasquarella si prepara ad accogliere un evento che non è soltanto esposizione, ma attraversamento sensoriale e intellettuale. Martedì 24 marzo, alle ore 18.30, si apre al pubblico «Intersectio Materiae», la personale di Carmine Carlo Maffei, destinata a segnare con forza il panorama artistico partenopeo fino al 24 aprile.
Sin dal primo impatto, la mostra si rivela come un campo di tensioni, un teatro silenzioso in cui le materie, marmo, acciaio, ferro, bronzo, ottone, galestro, pietra, vetro e gomma pneumatica, smettono di essere semplici elementi per trasformarsi in presenze vive, portatrici di memorie e contraddizioni. Il marmo conserva l’eco della classicità e della durata, mentre i metalli industriali si caricano di una forza inquieta, quasi nervosa, evocando architetture moderne e paesaggi urbani. La gomma, segnata dall’attrito e dal movimento, introduce una dimensione dinamica, contemporanea, mentre la pietra e il galestro riportano lo sguardo verso una profondità primigenia, terrestre.
Ma ciò che rende l’opera di Maffei realmente necessaria è il punto di collisione tra queste nature divergenti. Non si tratta di un semplice accostamento: è uno scontro fertile, una soglia in cui opposti apparentemente inconciliabili si cercano, si respingono e infine si riconoscono. Superfici levigate dialogano con asperità quasi ferine, masse gravose sembrano alleggerirsi fino a sfiorare l’illusione, mentre geometrie rigorose si incrinano sotto la pressione di forme più libere, quasi organiche.
È in questo spazio intermedio, carico di tensione e insieme di equilibrio, che le opere trovano la loro ragion d’essere. Maffei non costruisce semplicemente oggetti: plasma relazioni, mette in scena conflitti e riconciliazioni che parlano direttamente alla sensibilità del nostro tempo. Viviamo immersi in una realtà fatta di sovrapposizioni, fratture e continui tentativi di ricomposizione, e queste sculture ne diventano riflesso tangibile, metafora di identità plurali, instabili, in perpetua mutazione.
Le parole di Rosaria Iazzetta colgono con precisione questo nucleo profondo: le forme ibride di Maffei si caricano di un significato che travalica l’estetica per toccare il piano sociale e politico, suggerendo una visione in cui la diversità non è distanza ma possibilità di integrazione. In queste opere, ciò che in natura tenderebbe a respingersi trova invece un punto di contatto, una sintesi inattesa e, per questo, profondamente contemporanea.
A rendere ancora più stratificata l’esperienza interviene la collaborazione con Lunare Project, che accompagna il vernissage con una dimensione sonora capace di espandere la percezione oltre il visibile. La materia, da tangibile, si fa vibrazione, attraversa i sensi e coinvolge il pubblico in un percorso immersivo dove vista, tatto e ascolto si fondono in un unico flusso. Non più soltanto osservazione, dunque, ma partecipazione, quasi un rito in cui l’opera si completa nello sguardo e nella presenza di chi la incontra.
«Intersectio Materiae» si configura così come un’esperienza totale, un viaggio dentro la sostanza stessa delle cose e delle relazioni umane, dove ogni frattura diventa possibilità e ogni contrasto si trasforma in linguaggio. Un appuntamento che non si limita a mostrarsi, ma chiede di essere vissuto, attraversato, interrogato.

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