La Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III per la prima volta espone al Museo del Teatro San Carlo una parte ampiamente rappresentativa della collezione di documenti di e su Caruso, conservati dalla Sezione Lucchesi Palli della Biblioteca, acquisiti dallo Stato da un antiquario romano nel 1973.

La mostra documentaria allestita in partnership tra Teatro San Carlo e  la Biblioteca Nazionale di Napoli,  si intitola “Enrico Caruso e Napoli" ed è curata da Maria Iannotti (vicedirettrice della Biblioteca Nazionale e responsabile della Sezione Lucchesi Palli) e da Dinko Fabris (responsabile scientifico del Dipartimento di ricerca del Teatro di San Carlo) e resterà aperta fino al 15 dicembre nel museo MeMus. 

Il piccolo ma significativo fondo della Lucchesi Palli, che la mostra mette in risalto, contiene circa 80 documenti che descrivono il rapporto estremamente affettuoso e di fiducia di Caruso con un personaggio misterioso, mai studiato finora dai biografi carusiani, che ritroviamo, però , citato come uno dei suoi migliori amici a Napoli nelle biografie più attendibili scritte immediatamente dopo la morte del tenore. Lettere, cartoline e fotografie con dedica costituiscono gran parte della straordinaria esposizione, si tratta della corrispondenza di Enrico Caruso e dei suoi familiari con Angelo Arachite,  e le informazioni fornite da  molte lettere si rivelano  fondamentali  per ricostruire in modo rigoroso la biografia del cantante.

Saranno anche esposte alcune fotografie con dedica autografa di Caruso a Salvatore Di Giacomo, risalenti al periodo in cui Di Giacomo era direttore della Biblioteca Lucchesi Palli. Caruso aveva cantato come primo interprete la versione operistica eseguita a Salerno a fine Ottocento(28 novembre 1896) del poema dialettale A San Francisco  di Salvatore Di Giacomo, fresco di edizione (1895-96) musicato da Carlo Sebastiano,  (28 novembre 1896).

La mostra è stata inaugurata da una Giornata di Studi dedicata a “Enrico Caruso da Napoli all’America” a cui, con i  curatori della Mostra, hanno partecipato  studiosi di diverse discipline come Giuliana Muscio (Università di Padova) e Simona Frasca (Università Federico II di Napoli), e Luigi Vicinanza (Presidente del MAV di Ercolano), durante  la Giornata sono stati proiettati spezzoni di docufilm su Caruso  ed è stato proposto  l’ascolto guidato di alcuni dischi originali e autografati di Caruso resi disponibili dal collezionista e amico personale del figlio di Caruso, Guido D’Onofrio, su un grammofono “Columbia” del tempo.

L' immagine scelta per la locandina della Mostra – Caruso mentre canta “O Paradiso” - è una auto-caricatura, disegnata dallo stesso Enrico Caruso e dedicata nel 1913 a Parigi alla sorella del Conte Lucchesi Palli, fondatore della Biblioteca dove è oggi conservato il fondo. L’aria cantata dal tenore “O Paradiso” è tratta dall’opera L’Africana di Meyerbeer di cui un disco originale [ da collezione privata] interpretato dal grande tenore sarà esposto in mostra in copia autografata e fatta ascoltare su un  grammofono d’epoca ).

La Mostra è dedicata al centenario della scomparsa del grande tenore, rientrando tra le manifestazioni ufficiali del Comitato Nazionale delle Celebrazioni di Caruso (1921-2021) e suggella la collaborazione  culturale sempre più stretta  tra il Massimo Teatro Lirico napoletano e la Biblioteca Nazionale di Napoli.

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