I Chierici Regolari Teatini  nel 1533 aprirono la loro prima casa a Napoli, dove la loro presenza si tradusse in innumerevoli progetti a favore dei poveri e dei bisognosi. Nella Basilica di San Paolo Maggiore, si conservano le sacre spoglie dei santi Gaetano ThieneAndrea Avellino, proclamati patroni di Napoli, dei beati Giovanni Marinoni e Paolo Burali d’Arezzo, che fu Arcivescovo di Napoli, e dei venerabili Giacomo Torno, Francesco Olimpio e Lorenzo Scupoli, autore del celebre manuale “Il Combattimento Spirituale”. Ognuno di questi grandi uomini consacrati a Dio lasciò impronte incancellabili nella società napoletana, molte delle quali persistono ancora oggi. L’impegno primario dei Teatini consisteva nell’accompagnare nel cammino della perfezione cristiana-Il loro primo apostolato si svolgeva come confessori e direttori spirituali delle monache. Erano preposti alla cura del primo monastero femminile riformato, Santa Maria della Sapienza.  San Gaetano, il Beato Giovanni Marinoni, Sant’Andrea Avellino ed il Beato Paolo Burali d’Arezzo vi svolsero il loro apostolato. Dal primo momento del loro arrivo a Napoli, inoltre, i Teatini si impegnarono nell’Ospedale degli Incurabili. Lo scopo principale della loro presenza non era assistenziale. Dovevano prima di tutto aiutare le persone disagiate in terra ad arrivare, almeno in cielo, senza disagi, si prodigavano a non lasciare i fedeli senza aiuto spirituale e - soprattutto negli ultimi istanti di vita - gli “incurabili” (in gran parte ladri, disertori, prostitute e così via.) spronandoli al pentimento ed alla confessione sincera e somministrando loro i sacramenti. Nel 1519 Gian Pietro Carafa,  compagno di San Gaetano e futuro Papa Paolo IV, insieme a Ettore Vernazza riorganizzò la Compagnia dei Bianchi della Giustizia e la unì all’Ospedale degli Incurabili. La preoccupazione primaria della Compagnia non era assistenziale, anche se sosteneva le famiglie in lutto, ma spirituale. Il primo obiettivo era la salvezza delle anime dei condannati a morte. Tale assistenza richiedeva grande preparazione spirituale e rettitudine morale, e l’associarsi all’Ospedale degli Incurabili fa intendere che la preoccupazione principale dei Teatini era quella di salvare le anime delle classi sociali più degradate. Ogni venerdì e vigilia delle feste di precetto, San Gaetano  andava con la Beata Maria Lorenza Longo per le strade a persuadere le prostitute dall’astenersi dal loro peccaminoso mestiere. Molte volte, però - capendo che quelle povere donne erano spinte a fare ciò dalla miseria - i due santi offrivano somme di denaro corrispondentI a quello che potevano guadagnare in quel giorno. Era il pretesto per convincerle ad abbandonare quello stato di vita, e  offrire loro un’  alternativa.  Con Maria Lorenza Longo e Maria Ayerbo, i Teatini istituirono presso l’Ospedale degli Incurabili il convento per le prostitute pentite, conosciuto con il nome de Le Pentite. Il loro impegno sociale mirava prima di tutto alla conversione di vita.

LE OPERE 

-Confraternite del Santissimo Sacramento

Nel 1549 presso la cattedrale di Napoli fu fondata la Compagnia dei Bianchi del Corpo di Cristo (oppure del Santissimo Sacramento) e delle Dame del Corpo di Cristo, che chiese a Gian Pietro Carafa di scriverne lo statuto. Nel comporre il loro statuto il Teatino non solo non accettò la prescrizione del pagamento per entrare nella Compagnia, ma disapprovò anche le prescrizioni relative alle spese superflue. Infatti egli ribadì che le elemosine andavano impiegate a favore delle opere di pietà e di carità e che l’iscrizione dei nuovi membri doveva avvenire gratuitamente, badando innanzitutto alla loro idoneità spirituale e morale, e non alle loro tasche. Gli unici criteri di accettazione, secondo il Teatino, dovevano essere l’idoneità, l’autenticità della vocazione e la rettitudine morale. Per Carafa era indispensabile che colui che si dava alle opere di beneficenza per primo doveva stare a posto con la propria coscienza, perché l’aiuto ai poveri doveva essere dettato dalla carità cristiana e non da puro filantropismo oppure dai rimorsi della coscienza. I poveri dovevano essere trattati considerandoli come occasione che Dio dava per esprimere e testimoniare la carità cristiana, e non ricettacolo dei sentimenti di compassione.

Animato dallo stesso scopo anche il Beato Paolo Burali d’Arezzo, preposito della Casa di San Paolo Maggiore e successivamente vescovo di Piacenza, fondava le suddette arciconfraternite non solo come espressione di devozione al Santissimo Sacramento, ma anche come sprone  per i fedeli ad una vita cristianamente più impegnativa ed esigente, cosicché l’aiuto materiale ai poveri veniva accompagnato dalla conversione di vita dei donatori ed esprimeva al contempo un cammino di fede serio.

• Il Monte di Pietà

In particolare, fu il Marinoni a volere la nascita dell’istituto Monte di Pietà, e con grande determinazione cercò e ottenne il sostegno economico all’attuazione dell’impresa all’interno della sua cerchia spirituale. Due ricchi mercanti napoletani, Aurelio Paparo e Leonardo Di Palma, ambedue penitenti del Marinoni, fornirono il capitale iniziale, e nel giro di pochi anni lasciti e donazioni ne garantirono la rapida crescita. Il Beato Giovanni Marinoni nel 1539 spinse i suoi penitenti a fondare il Monte di Pietà (che successivamente divenne il Banco di Napoli) con il preciso scopo di combattere l’usura. Non dando, quindi, ai poveri donazioni poco stimolanti all’abbandono del precario stato di vita, ma responsabilizzandoli a costruire il loro futuro senza che nessun altro ente approfittasse di loro.

-Gli uomini

Oltre alle confraternite dei Bianchi della Giustizia e del Santissimo Sacramento, i Teatini istituirono a Napoli l’Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Cavalieri, i cui membri, pur appartenendo a illustri famiglie napoletane, si impegnavano ad aiutare i poveri imprigionati, specialmente quelli che finivano in carcere per debiti. I cavalieri, oltre a pagare i debiti, per riportare in libertà i prigionieri, si ripromettevano prima di tutto dI evangelizzarli, avvicinandoli alla fede, alla confessione e spingendoli  al cambiamento di vita, per farli uscire principalmente dalla prigionia dei loro peccati.

Presso l’Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Cavalieri sorsero subito anche altre istituzioni, come ad esempio il Monte dei maritaggi, il Monte dei Morti, che organizzava i funerali e le sepolture dei poveri, conosciuto successivamente con la denominazione di “Sciabica”.

Inoltre venivano istituiti gli Oratori della Disciplina con l’intenzione particolare che i suoi membri dovevano dedicarsi all’ orazione e agli esercizi spirituali. I confratelli venivano educati all’acquisto della perfezione cristiana per mezzo della penitenza e mortificazione per il perdono dei propri peccati, imparando l’obbedienza e l’umiltà (due cardini della spiritualità teatina). In questo modo con la direzione spirituale dei Teatini i nobili membri non solo si incamminavano sulla via della perfezione cristiana ma rifuggivano  da uno stile di vita propenso al peccato come balli, i giochi e vizi di vario genere.

Nel 1614 i Teatini di San Paolo Maggiore istituirono una confraternita chiamata Conversione dei peccatori con lo scopo di porgere ogni necessario aiuto sia temporale con l’opera delle sovvenzioni caritative, sia spirituale con l’opera delle missioni. I membri, sotto la guida dei Teatini ,si impegnavano nello spronare alla conversione, attraverso la confessione sacramentale, aiutando, se necessario economicamente, ad abbandonare lo stile di vita peccaminoso.

• Le donne

Il Beato Giovanni Marinoni si prodigò tantissimo per aiutare donne e ragazze in difficoltà, specialmente vedove, figlie senza dote, il futuro delle quali senza un aiuto economico sarebbe stato  compromesso. Molte volte questo tipo di donne  finivano in strada  a prostituirsi. Per sopperire a questa situazione il Beato, invece di occuparsi con sterile filantropismo, con l’aiuto della  nobile e ricca Giovanna Scorziata, istituì l’Istituto della Presentazione di Maria al Tempio detto comunemente "Tempio della Scorziata",  che veniva anche chiamato il "seminario delle figliole vergini", dove andavano le ragazze povere per ricevere un’istruzione prima di tutto cristiana e poi diventare buone monache o buone madri di famiglia, sotto la guida spirituale dei Teatini di San Paolo Maggiore.

Nel 1585 la figlia spirituale del Venerabile teatino Giacomo Torno, Luisa Paparo, fondò il convento di Santa Maria della Stella alla Paparelle , sempre con lo scopo di aiutare le ragazze.

Ancora sotto la saggia guida dei Teatini di San Paolo Maggiore un’altra nobile donna, Costanza del Carretto, fondò il conservatorio di Santa Maria del Rifugio per le ragazze figlie di prostitute, per offrire loro  una via diversa da quella delle loro madri.

- I Poveri

Il Beato Giovanni Marinoni organizzava pranzi per i poveri al fine di evangelizzare quelle persone affamate non solo di cibo, ma soprattutto disagiate per una vita peccaminosa, spesso segnata da ruberia e prostituzione, perciò l’incontro con loro era occasione per il Beato Marinoni di poterle confessare e invitarle ad un cambiamento morale di vita.

Anche il Beato teatino Paolo Burali d’Arezzo, vescovo di Piacenza e successivamente cardinale e arcivescovo di Napoli, radunava nel proprio palazzo i poveri della città, ai quali  -oltre ad offrire un piatto caldo e coperte - personalmente insegnava il catechismo. Lo scopo del Beato Arcivescovo era l’insegnamento della fede anche ai più poveri, e l’offerta del piatto caldo era semplicemente il  mezzo per  fare avvicinare queste persone alla Chiesa.

- Sant’Andrea Avellino formatore delle coscienze

Tutta la vita di questo grande santo fu segnata da un continuo impegnarsi nell’arricchire il popolo di Dio con la ricchezza del Vangelo. La carità più grande che i Chierici Regolari potevano offrire era la formazione delle coscienze dei fedeli. Almeno per i Teatini era chiaro che la missione del clero non era quella di prodigarsi per il benessere sociale o economico, quanto  piuttosto la formazione dei cristiani,  ben piantata sui soli principi del Vangelo. E ottimo esempio di questa concezione fu Sant’Andrea Avellino.

Nel 1551 egli cercò di attuare la riforma dello scandaloso monastero delle monache benedettine di Sant’Arcangelo a Baiano, a Napoli. Oltre a provvedere ad una riforma  strutturale del monastero, mettendo le grate ed allontanando i secolari, egli mirava soprattutto alla riforma interiore. Per questo motivo tenne un corso di conferenze spirituali, esaltando la confessione come strumento principale per la conversione. Infatti, Sant’Andrea Avellino divenne l’Apostolo della Confessione. E il suo impegno nel campo della formazione spirituale era sostenuto da una vita esemplare, impregnata di preghiera, di amore verso il prossimo, dallo spirito di sacrificio.  Lui stesso emise la sua professione con l’aggiunta di un voto speciale,  ovvero di combattere costantemente la propria volontà e di tendere sempre - nella misura delle proprie forze - alla perfezione.  San Carlo Borromeo ebbe una speciale devozione in vita per Andrea Avellino, dichiarando : "Egli è l'idea più viva che possiamo farci del vero apostolo".

Sant’Andrea Avellino, oltre ad essere maestro dei novizi, fu anche direttore spirituale sia dei seminaristi diocesani che di numerosi  laici, sacerdoti, vescovi e cardinali; addirittura lo stesso Papa lo chiamava a Roma per confessarsi. Inoltre egli svolse anche l’incarico di penitenziere di donne convertite. Con il rescritto del 29 luglio 1595 Sant’Andrea Avellino ottenne da parte di Gregorio XIV la facoltà di udire le confessioni di chiunque e in qualunque diocesi. E in più la direzione spirituale di Sant’Andrea sfociava sempre nell’ istituzione di nuovi luoghi di pietà. Ad esempio le quattro sorelle Parascandolo, Laura, Giulia, Lucrezia e Claudia, sotto la sua guida fondarono nel 1580 a Napoli il monastero di Sant’Andrea delle Dame.

Conclusione

L’attività evangelizzatrice dei Teatini a Napoli fu molto intensa e complessa, portando avanti sempre un marchio specificatamente teatino, quello della vigilanza sui costumi dei fedeli e del clero. E’ di particolare interesse che  a Napoli i Teatini vigilarono anche sui costumi dei nobili, specialmente della corte vicereale.  I Teatini si distinsero anche per l’ apostolato tra i poveri, gli incurabili, gli eretici, offrendo loro attraverso, l’aiuto materiale, la possibilità di cambiare vita, così da abbandonare con la miseria economica anche quella morale,  riprendendo il cammino della perfezione evangelica nella Chiesa cattolica.

I Teatini riuscivano a convertire anche i mussulmani e gli ebrei, non solo con la persuasione, ma soprattutto in virtù dei loro stretti rapporti, offrendo loro - assieme al lavoro di giardinieri o di insegnati di lingua ebraica - un cammino alternativo di fede più profondo e vissuta con più impegno. E proprio a motivo della testimonianza di vita dei Teatini gli ebrei e i mussulmani spontaneamente chiedevano di essere battezzati.

Ci si può solo augurare che l’esempio dato dai Teatini - le cui spoglie giacciono nella Basilica di San Paolo Maggiore  - protettori della città di Napoli campioni di fede, santi di Dio, ancora oggi possano spronare a seguire i loro passi, così da testimoniare  la grandezza della fede cristiana attraverso una vita retta e moralmente onesta, in cui la carità e l’impegno sociale siano espressione di una fede profonda e ben radicata. Lo strumento per arricchire i poveri prima di tutto con la luce del Vangelo, rendendoli cittadini del Regno dei Cieli, "dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore". (Mt 6, 20-21).

*Chierici Regolari Teatini