S’intitola “Social Pop Mirabilia” la personale di Roxy in the Box (nella foto di Francesco Squeglia) allo Studio Trisorio (via Carlo Poerio 116, Napoli) visitabile fino al 22 giugno. Una cinquantina le opere in mostra per declinare l’estetica e la poetica di una icona pop contemporanea, napoletanissima e cosmopolita, che ha fatto di se stessa la sua prima espressione artistica. 

Acrilici su tela, lightbox, neon, sculture, installazioni video per raccontare la società, scegliendo ora uno ora l’altro mezzo espressivo in una girandola di colori ed emozioni che non possono lasciare indifferente l’osservatore. Roxy guarda il mondo con tenerezza e indulgenza, ma con il rigore e l’onestà intellettuale dell’artista, intrecciando simboli antichi e moderni, reinterpretandone messaggi e significati alla sua maniera, scanzonata e intima, ironica e profonda. 

Identità e ruoli di genere, femminismo, costrizioni sociali, solitudine, bisogno d’amore, alienazione consumista, migrazioni. Sono questi i temi principali attorno a cui l’artista declina la sua storia e quella del mondo, utilizzando un linguaggio allo stesso tempo inedito e familiare, popolare come lei stessa orgogliosamente rivendica, che prende a piene mani dal cinema, dalla pubblicità, dai fumetti come dalla storia dell’arte e della letteratura.

È uno sguardo nuovo quello di Roxy che porta l’osservatore al confronto con se stesso e l’altro da sé e apre vie di comunicazione e di pensiero originali.

In un tempo che ci vuole sovraesposti e ostinatamente felici, l’artista indaga nelle pieghe dell’animo umano come nella serie “Pensati in bocca”, dedicata al complicato rapporto tra cibo e vuoti esistenziali, o nel coccodrillo affogato nelle sue lacrime tra debolezze e rimpianti. Vecchie foto sbiadite vengono «adottate» e reinventate in chiave pop in “Ritorno al futuro”, in cui «il tempo è testimoniato da chi lascia ricordi dietro di sé». E ancora le sculture della serie “Conchiglia conchistai”, le installazioni “Between the sheet” e “Maresistere” riproposte in nuove versioni. “T’aggia scassà ’o sanghe”, con una canzone autografa il cui testo riprende tutti i modi di dire napoletani dove si usa la parola sangue. E infine la condizione femminile che urla nella Venere di Milo su cui tutte le donne intervenute al vernissage sono state invitate a lasciare una firma.

In centinaia l’altra sera hanno affollato via Poerio e gli spazi di Studio Trisorio per una grande festa pop che ha messo insieme mondi diversi in perfetto stile Roxy in the Box. Artisti, attori, scrittori, protagonisti della scena culturale cittadina, ma anche professionisti, appassionati d’arte, giornalisti, viveur e semplici curiosi. Tutti insieme in un’opera corale che porta la firma di un’artista appassionata e visionaria che fa dell’autenticità la sua cifra stilistica. E per una sera Napoli è il nuovo Village.