Cerca

A Verona

Batterio killer, medico senza mascherina e genitori che fumano accanto ai bimbi: i video in reparto

Un medico entra in reparto senza mascherina succhiando un lecca lecca, un fattorino che entra senza sovracamice né calzari né guanti sterili e consegna un plico al banco della caposala che firma la ricevuta.

Sono questi alcuni dei video realizzati dalle mamme con il telefonino alla terapia intensiva neonatale di Borgo Trento lo scorso anno e acquisiti dalla Procura di Verona che ha aperto un'indagine sul 'batterio killer' ,

che ha portato a infettare un centinaio di neonati fragili e con patologie complesse, e alla morte di quattro di loro, secondo quanto riporta oggi il Corriere del Veneto.

Altri video ritraggono alcuni genitori che entrano parlando al telefonino e portando con sé borse e sacchetti, senza mascherina, senza sovracamici né calzari e senza sanificarsi le mani.

Altri genitori secondo le foto scattate di nascosto aprono le finestre per fumare, e nessuno dice nulla.

 

Cosa è accaduto il 1 settembre

Secondo le conclusioni della Commissione ispettiva nominata dalla Regione Veneto per fare luce sulle cause che all'ospedale della donna e del bambino, tra il 2018 e il 2020 hanno portato alla morte di 4 neonati e all'infezione di altri 96 - di cui 9 con lesioni cerebrali permanenti - non ci sono dubbi: "Il batterio si trovava sui rompigetto di alcuni rubinetti della Terapia intensiva neonatale e Terapia intensiva pediatrica, oltre che sulle superfici interne ed esterne dei biberon utilizzati da due neonati" .

Ma a questo si aggiunge, secondo la relazione degli esperti con a capo il prof. Vincenzo Baldo dell'Università di Padova, la pulizia delle "mani del personale di assistenza" Infatti, come riporta l'Arena di Verona, la relazione sottolinea che "nella Terapia intensiva pediatrica il volume di prodotti di soluzione alcolica per l'igiene è stato nel 2018 al di sotto degli standard minimi fissati dall'Oms (20 litri per 1000 giornate di degenza) e nel 2019 poco sopra di questo livello".

E sempre secondo la Commissione "i valori indicati dall'Oms vanno considerati in ambito generale dentro un ospedale, ma non possono essere sufficienti per una Terapia intensiva pediatrica, data la tipologia di pazienti gestiti" e "i neonati patologici devono infatti essere trattati con una quantità di gel idroalcolico che prevede consumi tra i 42 e i 79 litri ogni 1000 giornate di degenza". E quindi, secondo le conclusioni della Commissione ispettiva, i valori di gel disinfettante nel reparto di Verona sono da 2 a 4 volte inferiori agli standard minimi.

Inoltre la Commissione di esperti verifica anche i protocolli per la prevenzione da infezioni correlate all'assistenza che spiegano devono prevedere "per le cure igieniche del bambino l'utilizzo di acqua prelevata dal rubinetto dotato di filtro antibatterico, ma l'analisi dei verbali evidenzia che sui rubinetti i filtri siano stati adottati solo a luglio 2020".

Nella relazione si sottolinea inoltre che certamente si tratta di un'epidemia causata dal Citrobacter Koseri e che "considerando il periodo dell'apertura dell'Ospedale della Donna e del bambino da aprile 2017 a luglio 2020 sono stati identificati 91 soggetti positivi". "Il primo decesso risale al novembre 2018. Nel corso del 2019, in aprile, agosto e ottobre, altri tre casi di cui uno letale. A partire da gennaio 2020 è stata condotta una sistematica ricerca del microorganismo ma nel frattempo a marzo ed agosto sono morti altri due bambini. La problematica è ricomparsa con altri casi di patologia invasiva in maggio", si legge.

Così secondo gli esperti della Commissione ispettiva la conclusione è che "le analisi molecolari effettuate su campioni di soggetti positivi hanno rilevato la presenza di un cluster epidemico".

La decisione

La Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona comunica che, a seguito delle risultanze della relazione della Commissione Ispettiva Regionale in merito alla vicenda Citrobacter dell’Ospedale Donna e Bambino di Borgo Trento, a partire dal giorno sabato 5 settembre 2020 vengono sospesi in via cautelare secondo condizioni cautelare tre medici.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori