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08 Settembre 2020 - 16:45
Il premier Giuseppe Conte si è detto favorevole alla riduzione della quarantena da 14 a 7 giorni, se la comunità scientifica dovesse confermare che una settimana è un tempo sufficiente per incubare il Coronavirus e mostrarne i primi sintomi.
“Se fosse possibile ridurre il tempo di quarantena da 14 a 7 giorni, – ha detto Giuseppe Conte – potremmo diminuire i costi sociali ed economici”.
In effetti già altri Paesi europei, fra i quali la Francia, hanno ridotto la quarantena da Covid da 14 a 7 giorni, riducendo così l’impatto economico e sociale delle misure di prevenzione dal diffondersi della pandemia.
L’infettivologo Bassetti: “Ridurre la quarantena per non bloccare un Paese intero”
“È ragionevole pensare a un cambiamento del periodo di quarantena” con una riduzione da 14 a 7 giorni, in mancanza di sintomi, “per non bloccare un Paese intero”.
Lo ha dichiarato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.
“La maggioranza delle persone manifesta sintomi in 4-5 giorni“, ha spiegato l’infettivologo all’Ansa. “Moltissimi rischiano di finire in quarantena per 14 giorni quando non serve.
Se la Francia abbassa a 7 giorni e a Ventimiglia restano 14 giorni non ha senso”.
Ripensare i giorni di quarantena, ha dichiarato ancora Matteo Bassetti, “fa parte degli atteggiamenti di convivenza con il coronavirus”.
Il dibattito si è aperto dopo le notizie arrivate da diversi Paesi, in cui esperti e ministeri stanno optando per la riduzione dei giorni di isolamento.
Il corrispettivo del nostro Comitato tecnico scientifico ha dato il via alla riduzione del periodo di quarantena da 14 a 7 giorni in Francia, come annunciato da Olivier Véran, ministro della Salute.
Sileri: "Numeri in crescita ma dubito avremo seconda ondata"
"Dubito che avremo una seconda ondata come a marzo". Lo ha affermato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto oggi a 'Coffee break' su La7, sottolineando che "al momento gli ospedali non sono sotto stress e, se in numeri sono in crescita, l'impegno delle terapie intensive è basso. Inoltre in terapia intensiva ci sono anche persone con altre patologie, che si sono aggravate e poi" sono risultate positive a Covid, ha aggiunto.
In ogni caso i numeri quotidiani ci dicono che in Italia dopo le vacanze c'è "una situazione in crescita, ma non critica, che merita una stretta osservazione", specie in vista della stagione fredda, ha aggiunto Sileri. "Finché controlleremo i focolai" la situazione non si aggraverà, ecco perché "ho detto che dobbiamo poter fare 3-4 volte i tamponi di oggi", ha ribadito.
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