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CINEMA
13 Gennaio 2026 - 18:50
Sono iniziate tra Roma, Monterotondo e Fiumicino le riprese de Il vecchio terribile, cortometraggio mystery/thriller scritto e diretto dal regista e direttore della fotografia Jacopo Marchini, progetto realizzato con il sostegno di Siae e Ministero della Cultura e nell’ambito del programma “Per chi crea”.
Prodotto da Movi Production, fondata da Martina Borzillo e dallo stesso Marchini, interessato a storie che scavano nell’animo umano dando voce a verità non dette, fragilità e tensioni interiori, Il vecchio terribile vede nel cast Marco Bullitta, protagonista della serie Netflix Il mostro di Stefano Sollima, Carolina Gonnelli, Tommaso Tampelloni, Ermanno De Biagi e Sofia Buttini, con la straordinaria partecipazione di Franco Nero.
Tre ladri in fuga, un destino e un vecchio apparentemente indifeso. Una notte che si trasforma in incubo, quando la curiosità e l’avidità li portano faccia a faccia con un orrore che non appartiene a questo mondo.
Questa, in sintesi, è la trama de Il vecchio terribile, rielaborazione dell’omonimo racconto del maestro dell’horror su carta Howard Phillips Lovecraft che viene portato in una nuova dimensione narrativa con un’interpretazione moderna e visivamente innovativa, adattando per un pubblico contemporaneo le atmosfere tipicamente inquietanti e oscure del Solitario di Providence e prendendo come ispirazione il look estetico di David Fincher e le dinamiche narrative del genere mystery/horror viste in opere come la serie tv La stanza delle meraviglie di Guillermo del Toro.
Autore, tra l’altro, dell’acclamato cortometraggio I nostri giorni e dal 2019 Membro Associato dalla prestigiosa associazione di categoria Autori Italiani della Cinematografia (AIC), Jacopo Marchini, i cui lavori spaziano principalmente dal settore cinematografico a quello musicale vantando collaborazioni con artisti di altissima qualità e con le più grandi etichette discografiche (come Sony Music, Warner Music e Universal), dichiara: “Con Il vecchio terribile voglio raccontare l’orrore non come un evento improvviso e spettacolare, ma come qualcosa che striscia sotto la superficie, invisibile ma costante, che si insinua lentamente nella psiche dei personaggi e dello spettatore, immortale, incomprensibile fino in fondo. Per me il vero terrore nasce infatti dall’incomprensibile, da ciò che non si può afferrare né spiegare, ma solo percepire. Il tono del film si muove tra l’horror e il mystery, ma rifiuta i cliché del genere per concentrarsi sull’instabilità emotiva, sulla tensione psicologica e sul senso di minaccia latente. Voglio che la paura emerga gradualmente, senza mai essere urlata, fino a esplodere solo nel finale, come esito naturale di una costruzione emotiva precisa e calibrata. Lo stile visivo è rigoroso. Ho scelto di eliminare ogni forma di casualità o isteria nella macchina da presa: niente camera a mano, nessun movimento convulso. Tutto è pensato per trasmettere l’idea che quello che vediamo è inevitabile, come se fosse già scritto”.
Il vecchio terribile testimonia dunque ulteriormente l’impegno nell’ambito della Settima arte di Movi Production, realtà che si sta facendo sempre più strada nel panorama del cinema indipendente italiano e internazionale, come pure lo stesso Marchini, aggiudicatosi grazie ai suoi lavori premi quali il Remi Award al WorldFest Houston, il Best Director al Venice Shorts e il Best Thriller al Cannes Film Awards.
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