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Economia
19 Gennaio 2026 - 11:11
Al giorno d’oggi, ristrutturare un’abitazione non significa più soltanto rinnovarne l'estetica e la funzionalità, ma ripensarne completamente il comportamento energetico. In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata il pilastro di ogni intervento edilizio, l'obiettivo primario è trasformare la casa in un sistema capace di consumare meno, mantenere il proprio valore nel tempo e ridurre il più possibile il proprio impatto sull’ambiente.
In questo processo di efficientamento, è fondamentale rivolgere la massima attenzione agli infissi, elementi che concorrono in modo determinante a delineare il fabbisogno energetico delle abitazioni.
Insieme a Dako,, azienda specializzata nella produzione di infissi e serramenti, abbiamo analizzato nel dettaglio l’impatto di questi elementi all’interno di una ristrutturazione orientata alla sostenibilità.
Gli infissi e i serramenti sono tra gli elementi più delicati dell’involucro edilizio perché, se datati o poco performanti, possono diventare una fonte continua di dispersioni di calore e di infiltrazioni d’aria.
Un aspetto che incide direttamente sull’impatto ambientale della casa: le dispersioni richiedono un quantitativo maggiore di energia necessaria per riscaldare o raffrescare gli ambienti e, di conseguenza, maggiori emissioni associate a quei consumi.
Gli effetti sono tangibili anche nella vita quotidiana, tra correnti d’aria in prossimità delle finestre, stanze che si raffreddano rapidamente nei mesi invernali, difficoltà nel contenere il calore estivo e una minore protezione dai rumori esterni.
In corrispondenza delle aperture e dei giunti di posa dei serramenti, inoltre, si concentrano punti deboli in cui possono formarsi ponti termici e micro-passaggi d’aria. In questi casi, il problema non è soltanto la temperatura meno stabile, ma anche la gestione dell’umidità interna: superfici più fredde nelle zone perimetrali possono favorire condensa e, nel tempo, fenomeni di degrado che richiedono interventi correttivi.
In tutti questi casi, sostituire i serramenti obsoleti in fase di ristrutturazione risulta uno degli interventi più efficaci, perché agisce su un punto in cui le perdite energetiche possono essere rilevanti, riportando sotto controllo gli scambi tra interno ed esterno.
La scelta deve innanzitutto tenere conto del livello di quelle prestazioni che incidono in modo determinante sulle prestazioni energetiche della casa.
La prima è l’isolamento termico del serramento, cioè la capacità di limitare le dispersioni attraverso vetro e telaio. La seconda è la tenuta all’aria, che spesso pesa quanto, e in alcuni casi più, dell’isolamento dichiarato: infiltrazioni non controllate significano ricambi d’aria involontari, correnti, ambienti meno stabili e impianti costretti a compensare di continuo.
Anche la prestazione del vetro merita la massima attenzione, perché le superfici trasparenti hanno un peso determinante nel bilancio termico. Non è importante solo contenere le dispersioni che potrebbero verificarsi durante l’inverno, ma anche gestire al meglio l’apporto dei raggi solari nei mesi più caldi dell’anno: una vetratura adeguata, scelta in base all’esposizione e alla quantità di irraggiamento, può ridurre il surriscaldamento e rendere più stabile la temperatura interna, senza ricorrere in modo eccessivo alla climatizzazione.
Nella valutazione dovrebbero rientrare anche le dimensioni delle aperture e la configurazione delle ante, perché cambiano l’incidenza delle superfici vetrate e il modo in cui il serramento lavora nelle diverse condizioni climatiche.
Un altro elemento da valutare è il comportamento acustico, soprattutto in contesti urbani o lungo strade trafficate. Un buon isolamento è determinante, dato che evita di dover introdurre in seguito soluzioni correttive, mantenendo l’intervento più coerente e duraturo.
Naturalmente, per beneficiare di prestazioni ottimali e impattare meno sull’ambiente, resta fondamentale anche la corretta installazione del serramento e un’adeguata gestione del nodo di posa, che determinano se isolamento e tenuta all’aria vengono mantenuti anche in corrispondenza dei giunti e dei punti più sensibili del foro finestra.
Sì, perché oggi l’efficienza complessiva di un’abitazione incide in modo sempre più diretto sul suo valore. Non si guarda più soltanto all’aspetto estetico o alla qualità delle finiture: contano i consumi reali, la capacità dell’edificio di mantenere condizioni interne stabili e la presenza di interventi che riducono la necessità di manutenzione nel tempo.
Gli infissi e i serramenti rientrano tra gli elementi che influenzano maggiormente questa percezione. Un elemento performante, come abbiamo visto, migliora la stabilità termica degli ambienti, riduce le dispersioni e contribuisce a limitare il ricorso continuo agli impianti. Sono caratteristiche che si traducono in costi di gestione più bassi e in una qualità dell’abitare più elevata, aspetti che potenziali acquirenti valutano con sempre maggiore attenzione.
C’è poi un tema legato alla durabilità. Un infisso ben progettato e ben installato mantiene le sue prestazioni nel tempo, riducendo l’esigenza di interventi correttivi e preservando il livello di comfort raggiunto. Questa continuità è apprezzata non solo per il beneficio immediato, ma anche perché rende l’immobile più affidabile nel lungo periodo.
Per questo, nelle ristrutturazioni, la scelta di infissi performanti non è vista come una spesa isolata, ma come un investimento che rafforza la qualità e il valore dell’immobile. Una casa che richiede meno energia per restare confortevole e che mantiene più a lungo le proprie prestazioni è più competitiva sul mercato e più interessante per chi valuta un acquisto.
Quali altri aspetti dell’involucro meritano attenzione, oltre ai serramenti?
Quando si interviene sull’involucro è utile considerare anche tutte le superfici che incidono maggiormente sul bilancio energetico della casa, perché gli scambi termici non avvengono solo attraverso le aperture.
Le pareti esterne, la copertura e il solaio verso ambienti non riscaldati determinano una parte significativa delle dispersioni complessive e, se presentano punti deboli, possono anche arrivare a limitare l’efficacia dei serramenti più performanti.
Un primo ambito riguarda l’isolamento delle superfici opache. Migliorare l’efficienza delle pareti più esposte, ridurre i ponti termici in corrispondenza di giunti e balconi, o intervenire sul tetto nelle abitazioni all’ultimo piano può rendere più stabile la temperatura interna e diminuire il fabbisogno energetico generale. Anche la scelta dei materiali isolanti, la loro continuità e lo stato di conservazione influiscono sul risultato.
Un secondo aspetto riguarda la ventilazione involontaria, spesso legata a fessure o discontinuità nelle connessioni tra elementi strutturali. Sigillature corrette e un controllo dei punti più sensibili evitano infiltrazioni d’aria che vanificherebbero parte del lavoro svolto dai nuovi infissi.
Infine, vale la pena verificare il comportamento dell’involucro nelle diverse stagioni. Un intervento efficace tiene conto dell’esposizione dell’edificio, della quantità di irraggiamento sulle superfici e della necessità di protezione estiva, integrando, se necessario, schermature che aiutino a gestire meglio il calore nei mesi più caldi. È l’equilibrio tra questi elementi a creare un involucro più stabile e a valorizzare pienamente il contributo dei serramenti.
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