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Economia
13 Febbraio 2026 - 15:37
L’ultima emissione di un BTP benchmark a 15 anni da parte del Tesoro italiano ha registrato un livello di domanda senza precedenti, confermando un forte interesse degli investitori per il debito pubblico nazionale. L’operazione ha portato all’emissione di titoli per un valore complessivo di 14 miliardi di euro, a fronte di richieste che hanno raggiunto i 157 miliardi di euro. Il rapporto tra domanda e offerta si è quindi attestato a 11,2 volte: un dato che rappresenta un record assoluto per il portafoglio ordini su un singolo BTP.
Il titolo con codice ISIN IT0005672016 ha una scadenza a 15 anni e si colloca nella parte lunga della curva dei rendimenti: un'area su cui il Tesoro italiano sta concentrando una strategia mirata di rafforzamento. Il rendimento dell’emissione è stato fissato con uno spread pari a 8 punti base sopra il BTP con scadenza gennaio 2040, utilizzato come riferimento. Questa scelta ha permesso di allineare il nuovo titolo alle condizioni di mercato attuali, mantenendo un equilibrio tra costo del finanziamento e attrattività per gli investitori.
Il collocamento è avvenuto tramite sindacato e ha coinvolto sei grandi banche internazionali incaricate della distribuzione. Tra queste figurano Deutsche Bank e JP Morgan, due istituti con una presenza consolidata nei mercati obbligazionari globali. La partecipazione di intermediari di primo piano ha contribuito a garantire un’ampia diffusione del titolo, e ad intercettare una base di investitori diversificata dal punto di vista geografico e istituzionale.
Il risultato ottenuto si inserisce in un contesto già positivo per le emissioni italiane. Nel corso del 2023 il Tesoro aveva già realizzato due operazioni analoghe, che avevano raccolto una domanda superiore di oltre dieci volte rispetto all’importo offerto. Il nuovo collocamento a 15 anni non solo conferma questa tendenza, ma aggiorna il massimo storico in termini di interesse espresso dal mercato su un singolo titolo di Stato italiano.
Il confronto con le precedenti emissioni di rilievo, riportato dal Sole 24 Ore, evidenzia la portata dell’operazione. Un riferimento importante resta il collocamento di giugno 2020, quando furono emessi 14 miliardi di euro di BTP in un contesto di forte incertezza economica. L’attuale emissione, pur avvenendo in una fase diversa dei mercati, raggiunge lo stesso importo ma con un volume di ordini nettamente superiore, il che segnala una fiducia più solida e strutturata rispetto al recente passato.
Un fattore che ha contribuito al successo dell’operazione è il miglioramento del giudizio sul merito di credito dell’Italia. S&P Global Ratings ha recentemente rivisto l’outlook sul debito sovrano italiano da stabile a positivo, mantenendo il rating a BBB+. Questo cambiamento indica una valutazione più favorevole delle prospettive economiche e fiscali del Paese, e riduce la percezione del rischio associato ai titoli di Stato italiani.
Secondo le valutazioni dell’agenzia, nel medio periodo potrebbe anche aprirsi la strada ad un ritorno dell’Italia nella categoria “A”, fatto che non si verifica da circa 14 anni. Il rendimento del nuovo BTP resta coerente con quello degli altri titoli di Stato italiani con rating BBB+, e riflette l’andamento generale del mercato obbligazionario euro
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