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Anticoleum, sapori casertani in un antico frantoio

L'attività delle famiglie Spiezia-Serpico con lo chef Restivo

Anticoleum, sapori casertani in un antico frantoio

CAIAZZO. In un vecchio frantoio del 1700 nel cuore di Caiazzo nasce Anticoleum. Tra antiche macine archi in pietra e luci nasce un ambiente caldo e autentico. «Abbiamo scoperto questo punto nel luglio dello scorso anno e ce ne siamo subito innamorati». Giuseppe Spiezia parla con orgoglio della sua ultima creatura: un’attività che ha deciso di intraprendere con la moglie Assia Duracci, la sorella Filomena, il cognato Gennaro Serpico e il nipote Vincenzo Serpico.

Chiara e senza concessioni a tentazioni “esterofile” la politica aziendale: tutte produzioni locali provenienti, oltre che da Caiazzo, da Pontelatone, Alvignano, Formicola e Castel Campagnano. Spazio, quindi, al maiale nero casertano (per il quale Anticoleum ha anche ricevuto il certificato di garanzia sull’uso), ai formaggi con latte di frisona di Piana di Monte Verna e ai prodotti di bufala di caseificio di Alvignano come salsiccia e mortadella, marmellata di un’azienda locale. All’offerta di aggiungono anche piatti di pasta fresca, come i fusilli con caciocavallo Caiazzo e tartare di gambero del Volturno o i tagliolini al tartufo locale. E poi vini biologici.

«Abbiamo scelto la valorizzazione delle produzioni locali perché a nostro avviso è una scelta che premia» spiega Spiezia. Un’esperienza tanto più coraggiosa se si pensa al periodo nel quale è nata: «Siamo partiti a ridosso delle festività natalizie e da poco abbiamo iniziato con la pubblicità. I riscontri sono stati comunque positivi». La proposta di percorsi enogastronomici, in un connubio con la cultura, si è rivelata una scelta vincente: l’ultimo iniziativa, l’8 marzo in occasione della Giornata internazionale della donna, con la collaborazione dell’associazione culturale “Giovanni Marcuccio” e la mostra fotografica “Scatti di donne del ’900”, ha fatto registrare un sold out. Anche la scelta di avere pochi coperti risponde a una logica ben precisa: «Siamo consapevoli che comporti un doppio rischio, sia economico che commerciale, ma è molto più gestibile. Noi facciamo la spesa una volta alla settimana e quando arriva la domenica, dove apriamo solo a pranzo, non abbiamo più niente in frigo». A breve è prevista anche la partenza degli apericena: «Le giornate si allungano e vogliamo valorizzare anche l’investimento fatto sul bar, anche per attirare i più giovani».

E per far sì che Anticoleum riscuota successo la proprietà si è affidata alle sapienti mani e alla creatività dello chef Francesco Restivo, che ha deciso di sposare il progetto: «È molto interessante e sono convinto che si possano ottenere notevoli risultati. Ci stiamo lavorando, un passo alla volta. Ci siamo incontrati grazie ad amicizie in comune e non ho avuto la minima esitazione ad accettare le proposte che mi sono state fatte». E per chi volesse avere una riprova dell’abilità culinaria di Restivo, il percorso può iniziare con una tagliere di salumi casertani con pancetta, mortadella di bufala e formaggi locali. A seguire la parmigiana in vasocottura, l’autentico cavallo di battaglia dello chef; raviolo allo stracotto di manzo, con la sua demi-glace, primo sale e fonduta di bufala; risotto con porcini, granella di nocciola, blu di bufala e olio di timo; zuppa di cipolle di Alife; coniglio pochette con purè di patate; chicco di tiramisù affumicato al caffè; magnum di cioccolato fondente e frutti rossi. Ottima la carta dei vini e i distillati alla mela annurca, all’albicocca “pellicchiella”, la grappa al Pallagrello e alla Falanghina. (foto Cristiana Carotenuto)

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