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Valerio Di Santo lancia Closify

Una delle Agency in più rapida crescita in Italia

Valerio Di Santo lancia Closify

A quanto pare, Closify sta rivoluzionando le attività di imprenditori e professionisti. “Nell’era dell’intelligenza artificiale, il vero rischio per aziende e professionisti non è la tecnologia, è l’assenza di un sistema ‘multi-laterale’ per acquisire clienti”, dice il fondatore Valerio Di Santo, romano doc.
Uno studio del McKinsey Global Institute dice che circa il 30% delle attività di lavoro potrebbe essere automatizzato entro il 2030, a causa dei grandi progressi dell’intelligenza artificiale e della robotica.
Un altro studio della Oxford Martin School dice che fino al 50% delle professioni contiene attività che in futuro potrebbero essere automatizzate. Questo significa che il mondo del lavoro sta cambiando così velocemente che presto, come Valerio Di Santo fa notare, ‘ci toccherà tutti’.
Ma i dati sulla sopravvivenza di professionisti e imprese mostrano una realtà ancora più dura. Secondo Eurostat, solo il 45% delle imprese supera i 5 anni mentre, secondo fonti attendibili internazionali, circa il 90% delle partite IVA fallisce nel lungo periodo.
Per molti professionisti e imprenditori le cause sembrano ovvie: crisi economiche, concorrenza, cambiamenti di settore, mancanza di marketing. Secondo Valerio Di Santo, però, il problema principale è spesso un altro. E non è ciò che ci aspettavamo. “Il problema non è che professionisti, coach e aziende non sappiano fare bene il loro lavoro. Il problema è che non hanno un sistema per farlo sapere al mercato, pensano che bastino i social ad oggi”, dice Di Santo.

Valerio Di Santo non proviene dal mondo tradizionale dell’imprenditoria. È cresciuto nelle periferie di Roma — un contesto lontano dalle narrazioni patinate del business e dell’imprenditoria. Un ambiente dove il lusso e la sicurezza economica erano concetti lontani, e dove spesso la priorità quotidiana era semplicemente andare avanti.
In casa, racconta amaramente, il denaro mancava anche per le cose più semplici. “Quando cresci in un contesto così, impari molto presto una cosa: nessuno verrà a salvarti. Crescere con poco da una famiglia umile mi ha fatto apprezzare le piccole cose”, dice Di Santo. “A scuola non ero il ragazzo che tutti immaginavano destinato a fare grandi cose. Andavo bene, ero un ‘piccolo prodigio’ ma spesso tornavo a casa in lacrime. Era quello scelto per ultimo. Quello preso di mira dai bulli”, racconta.
“Ogni cosa attorno a me sembrava ricordarmi che io non fossi mai all’altezza. E ciò si rifletteva sui voti a scuola, a casa, e nelle relazioni personali. Ma sapevo di avere dentro di me qualcosa di più grande”, dice ancora. Poi pian piano il riscatto. Il resto è storia di questi giorni.

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