Tutte le novità
L'iniziativa
23 Marzo 2026 - 11:14
Nel tessuto vivo e operoso di Málaga, dove il Mediterraneo detta ancora il ritmo della convivialità, prende forma una storia che parla napoletano in ogni sua sfumatura. È quella delle pizzerie Terra Mia, nate nel 2013 dall’intuizione di Luigi Salemme e Antonio Taglialatela, due imprenditori partenopei giunti in Andalusia con un obiettivo preciso: restituire alla pizza la sua verità più autentica, senza compromessi né scorciatoie.
Fin dall’inizio, il progetto si è distinto per una linea rigorosa, fondata sulla qualità assoluta delle materie prime e su una tecnica che affonda le radici nella tradizione. Gli impasti, sottoposti a lunghe maturazioni, trovano oggi ulteriore profondità grazie all’utilizzo del prefermento e di farine selezionate come la Polselli, capaci di garantire fragranza, leggerezza e una complessità aromatica ben riconoscibile. Il forno, custode silenzioso di questo rito quotidiano, completa un processo che è insieme artigianale e culturale.
A sostenere e rinnovare questa visione, accanto all’esperienza dei fondatori, si inserisce una nuova generazione: tra i bravi pizzaioli di Terra Mia si distingue infatti il giovane e talentuoso Lucio Taglialatela, appena ventiduenne, figlio di Antonio, già capace di interpretare con sensibilità e rigore i codici della grande scuola napoletana, portando energia e prospettiva contemporanea al banco di lavoro.
Dopo aver conquistato negli anni una clientela sempre più vasta e internazionale, Terra Mia ha conosciuto una significativa espansione nel periodo successivo al 2020, arrivando oggi a contare nove sedi tra Málaga e la sua fascia costiera. Un percorso di crescita che non ha mai tradito l’impostazione originaria, mantenendo saldo il legame con Napoli e con la sua cultura gastronomica.
È però nella proposta delle pizze che si coglie con maggiore evidenza la maturità del progetto. Accanto ai grandi classici, si affermano creazioni che raccontano una precisa idea di gusto. La Pizza “Terra Mia” ne è un esempio emblematico: pomodorini pacchetelle gialli e rossi del Vesuvio, fior di latte di Agerola, basilico fresco, una leggera nota di pepe e olio extravergine di oliva si adagiano su un impasto con prefermento, restituendo al palato una sintesi armonica di freschezza, dolcezza e fragranza.
Di carattere più intenso è la pizza “’A Fonduta”, costruita su una base di pelati San Marzano cotti lentamente con olio e cipolla, arricchita da provola di Agerola, polpettine casarecce e una generosa presenza di Parmigiano Reggiano e pecorino. Le scaglie di Grana Padano e la fonduta di Parmigiano Reggiano 36 mesi chiudono il cerchio, creando una stratificazione di sapori densa ma ben calibrata, dove ogni elemento trova la propria misura.
Terra Mia si conferma così come un presidio autentico della tradizione napoletana fuori dai suoi confini naturali: non una semplice insegna, ma un racconto continuo fatto di mani, farine e memoria, capace di tradurre in linguaggio universale l’identità di una città e della sua pizza.
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo