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“Figl’ d’‘a luna”, il nuovo album di Moonaciè

Poesia, musica ed elogio della notte per un sound colto e contemporaneo

“Figl’ d’‘a luna”, il nuovo album di Moonaciè

Da venerdì 20 marzo che è disponibile su tutte le piattaforme digitali e negli store fisici “Figl’ d’’a luna”, il nuovo concept album del cantautore casertano Moonaciè, nome d’arte di Giuseppe Russo. Il progetto discografico è stato presentato dal vivo domenica 22 marzo presso la Chiesa Madonna della Mercede in Piazza Montecalvario, nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Figl’ d’’a luna è un lavoro nato nel silenzio della notte, in quello spazio sospeso in cui il rumore del mondo rallenta e resta tempo solo per ascoltarsi davvero. È proprio in quelle ore che Giuseppe Russo ha ritrovato la propria voce più autentica, trasformando pensieri, immagini e fragilità in canzoni capaci di parlare a chiunque si sia sentito, almeno una volta, senza una direzione precisa. Richiamando la leggendaria figura da cui trae il suo pseudonimo, l’artista sceglie di "sparire" per poi ricomparire, muovendosi tra le ombre del rumore mediatico e sociale per proteggere la propria sensibilità. Questo distacco non è una fuga, ma un atto di resistenza e difesa: un allontanarsi dal mondo per poterlo guardare e cantare con maggiore lucidità. Proprio come l'antico spirito della tradizione, l’interprete riemerge solo quando la fragilità si è compiutamente trasformata in arte.In queste tracce Moonaciè ha avuto il coraggio di raccontarsi senza filtri, dando vita a storie vere, testimonianze di un percorso di trasformazione personale e artistica. Il titolo del disco nasce da una sensazione precisa: sentirsi “figlio della luna”, riconoscendosi in una presenza silenziosa ma costante, una guida discreta capace di accompagnare anche nei momenti più incerti. Per l’autore, la luna rappresenta un punto fermo nelle notti di un’estate sospesa, una presenza muta ma luminosa che nel tempo è diventata simbolo di ricerca e di orientamento. In questo senso, l’album segna anche un momento di ricomposizione: un lavoro che riunisce finalmente le diverse dimensioni dell’artista, mettendo insieme identità, scrittura, radici e visione musicale.L'album si articola in nove brani che funzionano come piccoli frammenti di esistenza: amori perduti, assenze che lasciano il segno e legami che resistono alla distanza. È un cammino intimo e notturno, attraversato da una nostalgia dolceamara che accompagna la crescita e il cambiamento, e che si traduce in un abbraccio musicale per chi attraversa momenti di fragilità.
“Sono canzoni che non vogliono piacere a tutti. Non inseguono. Se ti somiglieranno, le riconoscerai”, precisa l’autore.L’intero progetto è stato curato e prodotto dallo stesso Giuseppe Russo per Vesuvio Vibes Records, con una cura meticolosa per l’identità sonora, rifinita dal tocco di Andrea Giuliana (mix e mastering) e dalla distribuzione di Fenix Music.Il racconto musicale si avvale di collaborazioni che ne arricchiscono le sfumature, come quelle con Yuri Salvatore, Serena Russo e il collettivo I ragazzi di Miniera. All’architettura sonora del brano “Sott’ ‘O Balcone” hanno contribuito musicisti del calibro di Aldo Capasso, Sebastiano Esposito e Cristiano Caiazzo, rendendo in note quel senso di appartenenza e verità che attraversa la traccia. Se l’esordio del 20 marzo apre le porte di questo mondo interiore, l’evento del 22 marzo ha rappresentato il primo di una serie di appuntamenti corali con la città. La scelta della Chiesa Madonna della Mercede non è stata casuale: tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli il progetto ha trovato uno spazio simbolico in cui musica, identità e radici si sono potuti incontrare in un momento di partecipazione autentica e condivisa.
In Figl’ d’’a luna, Moonaciè intreccia musica e racconto personale, trasformando la propria esperienza in un linguaggio universale. Tra pianoforte, parole e collaborazioni che ne ampliano il respiro sonoro, l’album si presenta come un viaggio emotivo capace di attraversare la notte senza smarrire la direzione. Un lavoro che parla a chi si è sentito fragile, a chi ha cercato una luce nei momenti più silenziosi e a chi continua a credere che, anche nel buio, esista sempre una luna capace di indicare la strada.
Giuseppe Russo, in arte Moonaciè, nasce a Maddaloni, in provincia di Caserta, il 15 agosto 1994, e cresce in una famiglia in cui la musica e la tradizione della canzone classica napoletana rappresentano un linguaggio quotidiano e un patrimonio emotivo condiviso. A soli tre anni inizia a suonare il pianoforte e a cantare, avvicinandosi alla musica in modo naturale, quasi inevitabile. Da bambino resta affascinato dai dischi di Renato Carosone e Pino Daniele ascoltati in famiglia e prova a riprodurne melodie e ritmi su una vecchia tastiera Farfisa regalatagli dal nonno. Un gesto semplice che segna l’inizio di un percorso destinato a trasformarsi in una vera e propria ricerca artistica. Con il tempo la passione diventa studio e disciplina. Intraprende un percorso accademico che lo porta a laurearsi in Pianoforte Jazz presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, conseguendo il titolo all’età di venticinque anni. Parallelamente, a diciassette anni, inizia a scrivere canzoni, componendo testi e musiche mossi da un’esigenza autentica di raccontarsi e di dare forma sonora alle proprie emozioni. Da questa ricerca nasce il progetto Moonaciè, un percorso artistico che unisce radici partenopee e sonorità contemporanee, con brani in lingua napoletana attraversati da influenze pop e jazz e caratterizzati da una scrittura intima, narrativa e fortemente evocativa.

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