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L'iniziativa
24 Marzo 2026 - 10:41
Da un lato il campo, dall’altro uno spazio aperto per tutta la durata della competizione in cui conoscersi e scambiarsi idee, opinioni, storie e biglietti da visita. È la piccola rivoluzione che il gruppo Guerri, main sponsor della Guerri Napoli Tennis Cup, ha voluto per l’evento Challenger 125 che apre la stagione europea sulla terra battuta. Così, dal 22 al 29 marzo, succede che atleti, dirigenti e rappresentanti di Napoli Basket, Juve Stabia e del mondo del tennis si ritrovino insieme nello stesso spazio che l’impresa ha fortemente voluto.
Un vero e proprio spazio d’incontro in pieno stile networking dove bere un drink, raccontarsi esperienze e condividere valore, in cui può capitare ad esempio che il tennista svizzero numero 94 nel ranking ATP Stan Wawrinka si incroci e riceva la casacca del Napoli Basket da Willy Caruso e Stefano Gentile, centro e play della compagine partenopea, e che nelle scorse ore lo stesso Wawrinka sia stato ospite all’Alcott Arena.
"Lo sport è sempre stato per noi molto più di uno strumento di visibilità. Crediamo che uno sponsor possa e debba fare qualcosa in più: mettere in contatto le persone, aprire porte, creare occasioni che altrimenti non esisterebbero”, dichiara Alfredo Guerri, CEO del gruppo omonimo. “Diciamocelo: non siamo uno sponsor che si limita a mettere il proprio nome sulle casacche. Costruire ponti e generare valore condiviso la nostra missione”.
Ad accomunare Napoli Basket, Juve Stabia e la Guerri Tennis Cup c’è una realtà imprenditoriale, quindi, che vuole trasformare la sponsorizzazione in un veicolo per la nascita di un ecosistema sportivo coerente, dove ogni realtà a cui Guerri è accomunata anche da valori d’impresa, etici e sociali si metta in dialogo con le altre. Dando così vita a un circolo virtuoso che piano piano vuole avvicinare e raccogliere altre esperienze simili e comuni, nella consapevolezza che una condivisione così strutturata vuol dire ricchezza condivisa per il territorio. “In questa stagione sportiva abbiamo voluto fare esattamente questo. Vedere insieme, in un unico momento, esponenti di mondi sportivi così diversi come il basket, il calcio e il tennis è stato per noi un risultato importante”, continua il CEO del gruppo.
L’azienda vuole inoltre porsi come esempio per altri imprenditori del territorio: la cultura della sponsorizzazione può e deve evolvere verso qualcosa di più profondo. Supportare lo sport locale non significa, per l’azienda, comprare spazio pubblicitario, ma investire in un tessuto di relazioni che arricchisce tutta la comunità. “Se questo approccio può essere utile anche ad altri imprenditori che si chiedono come rendere più significative le proprie sponsorizzazioni, ne siamo felici”, conclude Alfredo Guerri.
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