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5 motivi per scegliere un software gestionale per la tua associazione

Digitalizzazione, GDPR e riforma del Terzo Settore: perché adottare un gestionale semplifica la gestione delle associazioni

Per poter gestire un’associazione di volontariato senza errori e soprattutto in linea con il GDPR e i regolamenti europei sulla privacy non possiamo lasciare nulla al caso ed è importante adeguarsi con l’aiuto della tecnologia; un foglio di calcolo condiviso via mail è ormai surclassato e la Riforma del Terzo Settore avviata con il D.Lgs. 117/2017 aggiornato nel 2024 ha introdotto obblighi nuovi in materia di rendicontazione, trasparenza e tenuta dei registri.

Adempimenti che, su carta, sembrano burocratici ma che nella pratica richiedono un'organizzazione interna che molte realtà associative non hanno mai dovuto costruire prima. Come riuscirci? Sicuramente con l’aiuto di un software associazioni è più semplice tenere tutto sotto controllo.

La digitalizzazione delle associazioni

Quando si parla di digitalizzazione delle associazioni, il dibattito finisce spesso per concentrarsi sugli strumenti: quale software, quale cloud, quale abbonamento.

Le associazioni, specialmente le più piccole, non hanno un reparto IT né un amministrativo a tempo pieno. Hanno volontari, spesso con competenze eterogenee, che dedicano il loro tempo libero a una causa.

Ecco perché la semplicità d'uso è la condizione necessaria perché uno strumento venga davvero utilizzato.

5 ragioni concrete per fare il salto

Ma quali sono i motivi per cui le associazioni stanno passando a un software gestionale? Ecco 5 vantaggi competitivi:

  • Gestione dei soci sostenibile. Tenere aggiornata un'anagrafica soci non è complicato in sé. Diventa un problema quando i dati sono sparsi. Un sistema centralizzato permette di avere tutto in un unico posto, consultabile da chi ne ha bisogno, senza duplicazioni e senza il rischio che qualcuno lavori su dati vecchi;
  • Contabilità trasparente. Il Codice del Terzo Settore impone alle organizzazioni di redigere bilanci, rendiconti, situazioni patrimoniali. Documenti che devono essere precisi, leggibili, conformi e con la tecnologia è più facile gestire persino questo aspetto;
  • Sicurezza dei dati. Il GDPR vale anche per le associazioni. Anzi, vale soprattutto per chi tratta dati sensibili… e le organizzazioni di volontariato spesso lo fanno, lavorando con persone fragili, minori, malati. Conservare questi dati in un file Excel non protetto non è solo inefficiente: è un rischio legale reale. Con un gestionale cloud affidabile i dati sono cifrati e al sicuro;
  • Possibilità di collaborare in team. C'è chi gestisce l'amministrazione da casa, chi aggiorna i dati dal telefono durante un evento, chi deve consultare un documento in trasferta. L'accesso multi-utente, con permessi differenziati per ruolo, permette di distribuire il lavoro senza perdere il controllo;
  • Conformità normativa. La normativa sul Terzo Settore è in evoluzione continua. Tenere il passo richiede aggiornamenti costanti. I software dedicati vengono aggiornati dai produttori in funzione delle nuove disposizioni, scaricando questo peso dalle spalle delle organizzazioni.

In Italia, alcune migliaia di organizzazioni non profit hanno già adottato soluzioni gestionali dedicate.

Adottare un gestionale non risolve tutti i problemi di un'associazione né sostituisce una governance solida e nemmeno semplifica automaticamente ciò che è strutturalmente complicato ma toglie dal tavolo una serie di compiti ripetitivi, rischiosi o semplicemente faticosi e restituisce tempo e attenzione a chi lavora per una causa. Che è, in fondo, esattamente quello che dovrebbe fare uno strumento.

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