Cerca

l'analisi

La sinistra attacca Trump per colpire il centrodestra

Cosa c’entra la premier Meloni con le boutade del presidente Usa?

La sinistra attacca Trump per colpire il centrodestra

Donald Trump

È diventata una ossessione giornaliera e l’unico argomento che anima le discussioni e le accuse violente delle forze politiche del cosiddetto campo largo, senza alcuna distinzione, sono rivolte aTrump e le sue iniziative di politica estera talvolta intraducibili e spesso controverse e inaccettabili. L’ossessione Trump è divenuta centrale nel confronto politico nazionale, con tentativi palesi di attribuire al nostro governo la responsabilità di condividere le esternazioni talvolta farneticanti del Presidente americano.
Esternazioni sempre crescenti e sovente fuor di luogo, Non c’è dubbio. Ma cosa c’entra la polemica con i ministri italiani? Cosa c’entra la Premier Meloni con le boutade di Trump. Si cerca di intorpidire le acque del dibattito politico nel nostro Paese, dimenticando che è proprio la Meloni che in campo internazionale si affanna a ricucire i rapporti tesi tra taluni paesi europei e gli Stati Uniti. Ed è l’unica leader europea che riesce ad ottenere risultati apprezzabili. Come dimostrato nel caso dei dazi sulle esportazioni in America, poi sgonfiati o ridimensionati da Trump nei confronti dei Paesi Ue.
Tutti in Europa sono oltremodo spaventati da un possibile e progressivo disimpegno degli Stati Uniti dagli scenari europei, Nato compresa, e poi si mandano truppe (non più di un centinaio di militari europei) in Groenlandia per dimostrare a Trump di esser pronti… A che cosa? Ci piacerebbe sapere. Una dimostrazione di forza(?) che si traduce in una dimostrazione di stoltezza e di evidente approssimazione. Se è vero come è vero che solo due giorni dopo lo “sbarco” in Groenlandia gli “eserciti alleati” hanno ripreso nottetempo gli aerei o le navi che li avevano condotti baldanzosi tra i ghiacci.
Forse sono ripartiti per le avverse condizioni climatiche dell’Artico? O forse per porre fine immediatamente alla farsa dell’azione militare dimostrativa di una parte esigua dei paesi europei? E in quella circostanza era ancora una volta la Premier italiana ad intervenire sul Presidente statunitense per ricondurre le questioni nell’alveo del buon senso e per ribadire il rispetto dovuto ai Paesi alleati della Nato,  riportando la discussione concitata sui binari dei reciproci interessi strategici e del comune bisogno di sicurezza, anche nello scacchiere dell’Artico. Materia delicata che, guarda caso, è di competenza della Nato, ove gli americani sono presenti da sempre e in maniera sostanziale. Groenlandia compresa.
Ed ecco che lo scenario si ricompone. L’“invasione” americana di un Paese amico dimenticata. La crisi politico-diplomatica rientrata. Così come la minaccia di nuovi dazi americani sui prodotti di esportazione europei. E subito dopo nel summit di Davalos il vecchio cinghialone biondo annunciava soddisfatto di aver definito con gli alleati europei un piano di difesa militare dell’Artico, da affidare alla Nato, che avrebbe tutelato anche le rotte del traffico marittimo in quell’area geografica strategica, a tutela degli Stati Uniti e dei Paesi europei. Come volevasi dimostrare!
Ma Trump non riesce proprio a star buono e in silenzio neppure qualche ora. Così come le polemiche al vetriolo, pur se strampalate e pretestuose della sinistra nostrana, che ha cavalcato strumentalmente le ultime esternazioni del Presidente americano contro gli alleati statunitensi nella guerra in Afghanistan. Dichiarazioni che Trump affidava alla stampa quando era ancorain aereo di ritorno da Avalos. Il Capo della Casa Bianca, molto ingenerosamente, affermava che le truppe Nato, italiane comprese, si mobilitarono in soccorso degli statunitensi dopo gli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001, ma che rimasero sempre in posizione defilata nelle retrovie ricoprendo un ruolo molto secondario in quella guerra che, al contrario, risultò molto sanguinosa per gli Stati Uniti. Poche parole in libertà espresse con la consueta superficialità bastavano per suscitare l’indignazione di diverse nazioni europee, Italia compresa, che con i ministri Crosetto e Tajani respinse immediatamente le frasi irriguardose e profondamente ingiuste rivolte agli alleati Nato. Ricordando a Trump e al mondo intero il sacrificio di sangue offerto dai nostri militari nella guerra in Afghanistan con 53 caduti in combattimento e oltre 700 feriti in azione. Il giorno successivo la Premier Meloni rincarava la dose rivolgendosi direttamente a Trump con tono tutt’altro che remissivo o subordinato: “Risultano oltremodo inaccettabili le parole del Presidente americano sugli alleati nella guerra in Afghanistan. Sono parole che destano stupore e sconcerto. La Nato ha attivato per la prima volta nella sua storia l’Articolo 5 dello Statuto ed è intervenuta nel conflittoin Afghanistan compiendo un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Usa a cui l’Italia rispose immediatamente dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Comando Operativo della Regione Occidentale, l’area operativa più rilevante dell’intera missione internazionale. In vent’anni di presenza italiana in Afghanistan la nostra nazioneha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio, con i suoi feriti e i suoi caduti in combattimento o in missioni di sicurezza o programmi di addestramento delle forze armate afghane. Per tanto non sono accettabili parole che minimizzano il contributo dei Paesi Nato e men che meno dell’Italia, soprattutto se provengono da una nazione alleata”.  
Ogni ulteriore polemica dei partiti di opposizione sulla rapiditàdella risposta della Premier Meloni al Presidente degli Stati Uniti, lascia il tempo che trova e squalifica ancor più gli incauti autori di tanto livore ingiustificato.
Volendo rimanere nel campo delle polemiche pretestuose, vorremmo concludere con l’ennesima primizia delle ultime ore: la fake news lanciata da un quotidiano italiano dello schieramento progressista con la quale si afferma che Trump ha intenzione di affidare alla polizia anti-immigrazione degli Usa (la temuta Ice) la tutela e la sicurezza personale degli atleti americani nel corso delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, al via dalla prossima settimana.  Nulla di più falso. Vuoi perché Trump ha già troppe gatte da pelare in casa sua per colpa dei metodi non proprio ortodossi adoperati da questo corpo specializzato di polizia in tema di repressione dell’immigrazione clandestina negli Stati Uniti. Ma anche perché un corpo militare con queste caratteristiche e finalità non ha alcuna esperienza di difesa personale e non si capisce in che modo potrebbe tornare utile agli atleti americani in caso di necessità.
Ma le presunte crudeltà di questi poliziotti dell’Ice nel corso delle manifestazioni di protesta in alcune città americane, ha offerto l’occasione ai nostri professionisti delle notizie false e manipolate a proprio tornaconto, di imbastire una nuova e artificiosa polemica con il governo italiano che, a loro dire, non avrebbe opposto un fermo diniego all’ingresso dei presunti “aguzzini neo-nazisti” dell’Ice sul territorio italiano in occasione delle Olimpiadi.
Peccato che si tratti esclusivamente di una gigantesca bufala.
Naturalmente il ministro Matteo Piantedosi si è immediatamente preoccupato di smentire categoricamente questa ennesima fake news ma, nel frattempo, non c’è giornale o televisione che non parli d’altro da giorni, distribuendo nell’opinione pubblica preoccupazione e disapprovazione a go-go’. E se questa è politica…

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori