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alta tensione
01 Febbraio 2026 - 08:38
L’Iran ha dichiarato gli eserciti dei Paesi europei "gruppi terroristici" in risposta alla decisione dell’Unione europea di inserire i Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc) nella lista dei gruppi terroristici. Lo ha annunciato il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Prendendo la parola in Aula vestito con l’uniforme dei pasdaran, in segno di solidarietà, Ghalibaf ha affermato che, in base all’"Articolo 7 della legge sulle contromisure contro la designazione dell’Irgc come organizzazione terroristica, gli eserciti dei Paesi europei sono considerati gruppi terroristici".
Intanto il presidente americano Donald Trump ha spiegato che l’Iran sta "parlando in modo serio" con Washington e si è detto fiducioso che possa accettare un accordo per rinunciare al nucleare. Lo ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ricordando di aver inviato "significative risorse militari" nella regione.
"Spero che negozino qualcosa di accettabile", ha affermato Trump. Interrogato sulle dichiarazioni del ministro della Difesa saudita, secondo cui un mancato attacco statunitense rafforzerebbe l’Iran, il presidente ha risposto che "alcuni lo pensano, altri no". "Si potrebbe fare un accordo negoziato soddisfacente senza armi nucleari. Dovrebbero farlo, ma non so se lo faranno. Stanno parlando con noi, parlando seriamente", ha aggiunto il capo della Casa Bianca.
Dall’altra parte, le più alte sfere della sicurezza nazionale iraniana parlano di progressi nei negoziati con Washington, pur mantenendo alta l’allerta per possibili azioni militari statunitensi. Washington ha infatti dispiegato un gruppo da battaglia navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln nelle vicinanze delle coste iraniane e Teheran ha ribadito che, in caso di attacco, risponderebbe con lanci missilistici contro basi, navi e alleati statunitensi, in particolare Israele.
Nonostante le tensioni, Trump ha affermato di ritenere che l’Iran preferisca un accordo sui programmi nucleari e missilistici piuttosto che uno scontro militare diretto. Teheran ha confermato la disponibilità a negoziare sul nucleare, ma a condizione che missili e capacità difensive restino esclusi dall’agenda. "Contrariamente all'isteria della guerra mediatica artefatta, gli accordi strutturali per i negoziati stanno progredendo", ha dichiarato Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano.
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