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L'iniziativa

Free Volga, il diritto come argine alla persecuzione

Dalla cooperazione giudiziaria ai diritti umani: il progetto delle Camere Penali per la tutela dei dissidenti russi in Europa

Free Volga, il diritto come argine alla persecuzione

In Europa il confine tra cooperazione giudiziaria e compressione delle libertà individuali è diventato sempre più sottile. Estradizioni accelerate, mandati di arresto applicati in modo automatico, procedimenti penali con una forte proiezione geopolitica: è in questo scenario che si inserisce Free Volga, l’iniziativa promossa dalle Camere Penali del Diritto Europeo e Internazionale, pensata come strumento di tutela giuridica per dissidenti russi e post-sovietici esposti a pressioni di natura politica. Il progetto è guidato dall’Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere Penali e figura di riferimento nel dibattito europeo sui diritti fondamentali, le garanzie procedurali e i limiti del diritto penale sovranazionale. Un profilo che unisce attività forense, studio accademico e monitoraggio critico degli strumenti di cooperazione giudiziaria.

Free Volga nasce con una definizione netta e rivendicata: non è un’iniziativa politica né un canale informale. È, al contrario, «un’operazione giuridico-istituzionale strutturata». Lo chiarisce lo stesso Tirelli: «Il suo perimetro è quello del diritto internazionale dei diritti umani, dello Stato di diritto e delle garanzie offerte dagli ordinamenti europei». L’impianto dell’iniziativa si fonda su un presupposto preciso: il diritto penale e gli strumenti di cooperazione non possono trasformarsi in leve di pressione politica. Da qui l’idea di offrire un presidio legale qualificato a soggetti che rischiano di essere travolti da procedimenti giudiziari connotati da finalità extra-giuridiche.

Il cuore operativo di Free Volga è la protezione giuridica. «L’obiettivo è fornire assistenza legale qualificata, orientamento e protezione giuridica a cittadini russi e post-sovietici esposti a pressioni o persecuzioni di natura politica o para-politica», spiega Tirelli dal suo ufficio legale di Gibilterra. Una tutela che non si limita alla difesa processuale, ma punta anche sulla prevenzione e sull’analisi delle condizioni di rischio. Secondo il presidente delle Camere Penali, «Free Volga mira a consentire a soggetti altamente qualificati – avvocati, giornalisti, professionisti e imprenditori – di accedere a una tutela effettiva nello spazio europeo», privilegiando quegli Stati membri dell’Unione Europea che garantiscono indipendenza giudiziaria e valutazioni non automatiche delle richieste di cooperazione internazionale.

Accanto alla guida di Free Volga, Tirelli ricopre anche la presidenza dell’Osservatorio Europeo sul Mandato di Arresto Europeo, impegnato nell’analisi delle criticità applicative del MAE. Un incarico che rafforza il suo ruolo nel denunciare i rischi di «utilizzo distorto o politico degli strumenti di cooperazione penale». Pur essendo avvocato italiano regolarmente iscritto, Tirelli opera tra Italia e Gibilterra, coordinando missioni giuridiche internazionali ad alta sensibilità istituzionale. Nel tempo ha maturato una reputazione consolidata nella gestione di estradizioni, casi di persecuzione giudiziaria di matrice politica e situazioni di utilizzo strumentale del diritto penale.

L’attività seguita o coordinata da Tirelli ha riguardato procedimenti contro giornalisti russi, vicende che coinvolgono ex esponenti istituzionali della Federazione Russa e controversie ad alta esposizione geopolitica legate a grandi operatori economici. Tra i casi più recenti figura quello dell’avvocato Dmitry Provodin, per il quale è stata presentata una richiesta di tutela preventiva alle autorità italiane. Le Camere Penali del Diritto Europeo e Internazionale ribadiscono che l’azione di Free Volga si svolge «in piena trasparenza istituzionale e nel rispetto delle normative nazionali ed europee», muovendo da un principio non negoziabile: il diritto non può diventare uno strumento di persecuzione politica. In questa cornice, l’iniziativa ambisce a rappresentare un punto di riferimento giuridico fondato esclusivamente su garanzie istituzionali, lontano da scorciatoie opache.

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