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Colloqui tra Iran e Usa: buon inizio

Ma Washington invita gli americani a lasciare subito Teheran

Colloqui tra Iran e Usa: buon inizio

Si è conclusa la prima tornata di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti in Oman. La tv di Stato iraniana ha precisato che sono terminati "per ora", senza aggiungere dettagli, mentre il sito di notizie americano Axios, citando una fonte informata, conferma la fine dei colloqui, aggiungendo che un altro round negoziale si terrà nei prossimi giorni.

Il sito iraniano 'Iran Nuances' ha appreso che le delegazioni dei due Paesi stanno tornando nelle rispettive capitali per consultazioni. Poco prima la televisione di Stato iraniana Irib aveva affermato che i colloqui potrebbero durare più a lungo del previsto e proseguire anche nei prossimi giorni, precisando che l'arricchimento dell'uranio sarebbe il tema centrale al tavolo dei negoziati.

Secondo l'emittente, l'Iran non accetta un divieto totale di arricchimento dell'uranio: le trattative riguardano la possibilità di diluire l'uranio già arricchito, cioè ridurne la concentrazione per renderlo non più adatto a usi militari, pur conservando capacità civile e scientifica.

I colloqui indiretti con gli Stati Uniti mediati dall'Oman "sono stati un buon inizio, ma per proseguire sono necessarie consultazioni nelle capitali", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando con i giornalisti a Muscat e precisando che "l'oggetto dei nostri negoziati è esclusivamente il nucleare e non abbiamo discusso di altre questioni con gli americani". Durante i colloqui "sono stati menzionati i nostri interessi e i diritti del popolo iraniano e l'atmosfera è stata positiva. C'è un accordo sul proseguire i negoziati in generale", ha aggiunto.

"Un prerequisito per qualsiasi dialogo è astenersi da minacce e pressioni. Anche oggi abbiamo sollevato chiaramente questo punto e ci aspettiamo che venga pienamente rispettato affinché il prosieguo dei colloqui rimanga possibile", ha aggiunto Araghchi sottolineando che "se continueremo su questa strada positiva, arriveremo a definire un quadro che guiderà i negoziati". "Fisseremo la data e il luogo del prossimo incontro nei prossimi giorni. Siamo attualmente in una fase di rafforzamento della fiducia e i colloqui di oggi sono stati positivi - ha detto ancora - entrambe le parti hanno espresso le proprie opinioni in modo costruttivo".

In un post su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che "i colloqui Iran-Stati Uniti a Muscat si sono conclusi con l'accordo tra le parti di proseguirli. Esprimendo le proprie opinioni e richieste, le parti hanno concordato di decidere il prossimo round di colloqui dopo consultazioni con le capitali".

"Oggi a Muscat abbiamo condotto colloqui molto seri come mediatori tra Iran e Stati Uniti", ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, in un post su X diffuso al termine del primo round di consultazioni tra i due Paesi. "È stato utile chiarire il pensiero sia iraniano che americano e identificare le aree in cui è possibile compiere progressi. Il nostro obiettivo è quello di riunirci nuovamente a tempo debito, con i risultati che saranno valutati attentamente a Teheran e Washington", ha aggiunto al-Busaidi.

Teheran potrebbe essere disposta a offrire una sospensione a lungo termine del proprio programma nucleare, a condizione che Washington revochi le sanzioni, hanno riferito tre funzionari iraniani al New York Times.

Sempre secondo il quotidiano statunitense, alcuni vicini dell'Iran hanno suggerito di limitare l'arricchimento dell'uranio a livelli bassi, tendenzialmente intorno al 3%. Una soglia sufficiente per permettere all'Iran di 'salvare la faccia' e rifiutare la richiesta di arricchimento zero avanzata dall'Amministrazione Trump, ma che rimarrebbe molto lontana dal 90%, che è la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi nucleari.

Anche il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, avrebbe partecipato ai colloqui tra funzionari americani e iraniani in Oman, ha scritto il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense. Il giornale ha sottolineato che, sebbene non sia consuetudine per i funzionari del Dipartimento della Difesa partecipare a colloqui diplomatici di alto livello, il presidente americano Donald Trump ha inviato alti vertici militari ai negoziati.

La presenza di Cooper suscita però irritazione tra i diplomatici di Teheran. "Qualsiasi presenza del Centcom o di funzionari militari regionali ai colloqui può mettere a rischio il processo dei negoziati indiretti sul nucleare tra Iran e Stati Uniti", ha dichiarato una fonte diplomatica iraniana coperta da anonimato, secondo quanto riferito dall'emittente al-Jazeera.

Nel giorno dei colloqui, gli Usa hanno esortato i propri cittadini presenti nella Repubblica islamica a lasciare "ora" il Paese. L'avviso è arrivato dal Dipartimento di Stato americano, insieme al consiglio di andarsene senza fare affidamento sull'assistenza degli Stati Uniti, preferibilmente via terra, passando per la Turchia o l'Armenia, oppure di rifugiarsi sul posto se non sono in grado di partire.

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