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Il messaggio di Mojtaba Khamenei all'Iran
12 Marzo 2026 - 16:18
"Vendicheremo il sangue dei martiri". Questa la promessa di Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran, nel suo primo messaggio al Paese da quando è stato nominato dall'Assemblea degli Esperti domenica scorsa in seguito alla morte del padre. Khamenei non è apparso in pubblico o in televisione, il suo messaggio è stato invece letto da una giornalista della tv di Stato iraniana, rilanciando tutti i dubbi sulle sue condizioni di salute.
Secondo una fonte informata citata dalla Cnn, nel primo giorno della campagna di bombardamenti israelo-americani il successore di Ali Khamenei avrebbe riportato una frattura al piede e lievi ferite. Per altre fonti non sarebbe invece nelle condizioni di pronunciare un discorso.
"Finora è stata ottenuta una vendetta limitata per il sangue dei martiri, ma finché non sarà pienamente realizzata, questo continuerà ad avere la priorità. Il crimine deliberatamente commesso dal nemico nel caso della scuola 'Shajarah Tayyiba' a Minab e in altri casi simili occupano un posto speciale", le parole di Khamenei.
"Garantisco a tutti che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri. La vendetta che intendiamo compiere non è legata solo al martirio del grande leader della rivoluzione (Ali Khamenei, ndr), ma di ogni appartenente alla Nazione martirizzato dal nemico", ha aggiunto.
"La leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione - ha poi esortato il leader spirituale di Teheran -. Abbiamo studiato l'apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Questi saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali", ha aggiunto la Guida.
Secondo Khamenei, "i Paesi della regione devono assumersi la responsabilità per gli aggressori della nostra amata patria e per gli assassini del nostro popolo. Raccomando loro di chiudere quelle basi il prima possibile, perché ormai devono aver capito che la pretesa americana di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna", ha poi intimato.
"Da anni - recita ancora il messaggio - il nemico installa gradualmente basi in alcuni Paesi confinanti. Nel recente attacco sono state utilizzate alcune di queste basi e, come avevamo avvertito, abbiamo colpito solo le basi, senza attaccare quei Paesi", ha aggiunto Mojtaba Khamenei, sottolineando che "chiederemo un risarcimento al nemico e, se dovesse rifiutare, prenderemo la maggior parte dei suoi beni che riterremo opportuni. Se ciò non fosse possibile, distruggeremo una quantità equivalente di beni".
E ancora: "Esprimo la mia sincera gratitudine ai combattenti del Fronte della Resistenza. Consideriamo i Paesi del Fronte della Resistenza i nostri migliori amici e parte integrante dei valori della rivoluzione islamica".
"Non c'è dubbio che la solidarietà tra le componenti del Fronte di Resistenza abbrevierà il cammino verso la liberazione dalla sedizione sionista. Il coraggioso e leale Yemen non ha mai smesso di difendere il popolo oppresso di Gaza, il devoto Hezbollah è accorso in aiuto della Repubblica Islamica nonostante tutte le difficoltà, e la resistenza irachena ha coraggiosamente seguito la stessa linea", ha aggiunto.
"La Repubblica islamica dell'Iran non cerca di stabilire un dominio o un colonialismo nella regione ed è pienamente pronta a costruire unità e a intrattenere relazioni calde e sincere di reciproca amicizia con tutti i suoi Paesi vicini", recita ancora il messaggio letto alla tv di Stato.
La nuova Guida Suprema ha poi rivelato di aver appreso domenica sera la notizia della sua nomina da parte dell'Assemblea degli Esperti dalla tv di Stato "come tutti" e ha definito "un compito molto difficile" prendere il posto di suo padre, Ali Khamenei, e dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica. La nuova Guida Suprema ha evidenziato in particolare la difficoltà di replicare la "montagna di fermezza" del padre.
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