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Iran , uccisi in raid Larijani e Soleimani

Rispettivamente segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale e il capo dei Basij

Iran , uccisi in raid Larijani e Soleimani

Il capo del Consiglio di sicurezza iraniano Ali Larijani è stato ucciso in un raid israeliano. Lo ha confermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo quanto riferiscono i media locali. "Sono appena stato informato dal capo di Stato Maggiore che il segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Gholam Reza Soleimani, ndr) sono stati eliminati questa notte", ha detto Katz. Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio, riferisce la tv israeliana Channel 12.

Ucciso anche il generale Gholamreza Soleimani, comandante della milizia Basij. Lo hanno confermato le Forze di Difesa Israeliane (IDF) annunciando che Soleimani è stato colpito mentre si trovava, insieme ad alti ufficiali, in un accampamento di comando mobile a Teheran dopo che il quartier generale della milizia era stato già distrutto da precedenti attacchi. Le stesse fonti militari israeliane affermano inoltre che anche il vice comandante dei Basij, Seyyed Karishi, e altri alti ufficiali sarebbero stati eliminati in un raid aereo simile a Shiraz. Al momento non sono arrivati commenti ufficiali da Teheran sulla conferma delle morti dei comandanti Basij né sulle circostanze dei raid.

Nato nel 1964 in Iran, Soleimani aveva ricoperto ruoli di primo piano all’interno dell’apparato di sicurezza del Paese e, secondo fonti internazionali, guidava i Basij da circa sei anni. La milizia Basij, parte dei Guardiani della Rivoluzione, è nota soprattutto per la loro funzione di milizia volontaria al servizio del regime e per il suo ruolo nella volenta repressione delle proteste interne in Iran. Si ritiene che siano responsabili della morte di molti civili iraniani. Per questo motivo Soleimani era stato inserito nella lista delle persone sanzionate dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. L'uccisione di Soleimani rappresenta un "duro colpo" per le "strutture di comando e di controllo" dell'Iran, affermano le Idf in una nota. L'impegno delle forze israeliane, prosegue il comunicato, è quello di "continuare ad agire con la forza" contro i comandanti iraniani.

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