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il conflitto in medio oriente
09 Aprile 2026 - 08:43
Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane (Pasdaran) hanno annunciato oggi la presenza di mine nello Stretto di Hormuz, indicando due rotte alternative per il passaggio delle navi e scatenando nuove preoccupazioni internazionali per una possibile ripresa delle ostilità con gli Stati Uniti. Lo riporta la Tv al Arabiya. In un comunicato militare diffuso oggi, e accompagnato da una mappa nautica, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che alcune mine si trovano lungo il percorso abituale nel braccio di mare strategico. L’organizzazione ha quindi indicato due corsie alternative: una a sud dell’isola di Larak e l’altra a nord, motivando la misura “per proteggere le navi da possibili collisioni con le mine”.
La mossa arriva mentre entra nel secondo giorno un fragile accordo di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Funzionari americani hanno avvertito che il tentativo iraniano di mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz potrebbe portare al rapido riaccendersi del conflitto. Secondo fonti mediatori arabe, Teheran ha informato gli interlocutori che, nell’ambito dell’intesa provvisoria, limiterà il transito a circa dodici navi al giorno e imporrà pedaggi per l’attraversamento. Le imbarcazioni autorizzate dovranno inoltre coordinarsi direttamente con le Guardie Rivoluzionarie, formazione paramilitare considerata organizzazione terroristica da Stati Uniti e Unione Europea.
I dati di S&P Global Market Intelligence confermano la forte contrazione del traffico: ieri, mercoledì, sono passate soltanto quattro navi, il numero più basso registrato finora nel mese di aprile, rispetto alla media di oltre cento transiti quotidiani prima dello scoppio delle ostilità. La situazione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale, resta altamente sensibile e potrebbe influenzare pesantemente i mercati energetici globali.
“Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno in Iran e nelle aree circostanti fino a quando il vero accordo raggiunto non sarà pienamente rispettato. Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, il che è altamente improbabile, allora ‘inizieranno gli scontri a fuoco’, più grandi, migliori e più forti di quanto si sia mai visto prima. L’accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, nessuna arma nucleare e lo Stretto di Hormuz sarà aperto e sicuro. Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa della sua prossima conquista. L’America è tornata!”. Lo scrive su Truth il presidente statunitense Donald Trump.
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