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Costa adriatica spezzata in due

Ciciliano: «La frana è ferma». Il governo prepara primi fondi, mentre traffico e trasporti restano in crisi

Costa adriatica spezzata in due

PESCARA. Autostrada deserta, linea ferroviaria interrotta e automobilisti bloccati per ore lungo percorsi alternativi. Il giorno dopo la frana di Petacciato, che ha «spezzato in due la dorsale adriatica», la costa est italiana fa i conti con pesanti disagi che coinvolgono Abruzzo, Molise e Puglia, con ripercussioni diffuse su traffico e collegamenti. Il fenomeno franoso ha provocato l’interruzione della linea ferroviaria e lo stop sull’autostrada A14, costringendo migliaia di automobilisti e autotrasportatori a deviazioni anche di decine di chilometri. In alcuni casi i tempi di percorrenza hanno raggiunto le dieci ore, con lunghe code e strade dell’entroterra congestionate.

La situazione è monitorata costantemente dal governo, che segue gli sviluppi in attesa degli esiti delle verifiche tecniche in corso. Nel consiglio dei ministri previsto per domani è atteso un primo stanziamento di risorse destinato al ripristino delle infrastrutture danneggiate, dalla rete ferroviaria all’A14 fino alla statale 16 adriatica.Nel frattempo arrivano segnali incoraggianti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al termine di un vertice con Regione Molise, Ferrovie dello Stato, Anas, Rfi e Autostrade per l’Italia, è stata annunciata la riapertura a breve sia dell’autostrada sia della linea ferroviaria. «La frana è ferma», ha dichiarato il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano al termine del sopralluogo nell’area.Domani è atteso anche il ministro Matteo Salvini, che si recherà a Petacciato per verificare direttamente la situazione.

Il territorio resta però fortemente compromesso: il comune molisano è di fatto irraggiungibile «da Nord o da Sud», come ha spiegato il sindaco Antonio Di Pardo, mentre persistono criticità anche nelle regioni limitrofe.In Puglia, il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente della Regione Antonio Decaro hanno sollecitato un piano di emergenza per evitare il rischio di isolamento del territorio. In Abruzzo, invece, la giunta regionale ha deliberato la richiesta dello stato di emergenza nazionale a seguito del maltempo che ha causato frane e smottamenti diffusi. Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha ricordato come il territorio abruzzese sia particolarmente esposto al rischio idrogeologico, con una percentuale significativa di aree interessate da fenomeni franosi. Un quadro che rende ancora più urgente un intervento rapido per ristabilire i collegamenti e garantire la sicurezza della rete infrastrutturale lungo l’asse adriatico.

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