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Il caso
12 Febbraio 2026 - 16:37
Preoccupa la situazione del traffico ferroviario merci in Italia. Gli ultimi dati elaborati da Fermerci, in vista della presentazione del Rapporto Annuale, evidenziano un calo del 3,5% in termini di chilometri percorsi dai treni sulla rete ferroviaria italiana e un meno 2,51% dei convogli movimentati nei porti. La perdita rischia di salire nei prossimi mesi a causa del perdurare delle riduzioni di capacità nel 2026 e, a questo quadro già complesso, si andranno ad aggiungere gli imminenti lavori di adeguamento sull’infrastruttura ferroviaria in Germania.
Sul tratto tedesco del corridoio Scandinavo-Mediterraneo si avranno chiusure e rallentamenti a partire da quest’anno che ostacoleranno la principale via commerciale dell’Italia con il nord Europa, con conseguenze molto pesanti per l’economia europea e quella italiana. Esiste già un precedente a riguardo, l’interruzione della linea di Rastatt del 2017.
Secondo uno studio di UIRR (International Union for Road-Rail combined transport), la chiusura per sole sette settimane di quel tratto ha coinvolto numerose fabbriche, portando alla chiusura di svariate linee di produzione per un danno quantificato in più di 2.2 miliardi di euro.
Fermerci ha chiesto al governo italiano di trovare un accordo con quello tedesco per scongiurare una crisi irreversibile del trasporto combinato. Le parti, tramite i rispettivi ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno manifestato interesse a individuare una soluzione comune. Nella giornata di ieri, a seguito del bilaterale dello scorso 23 gennaio, si è tenuto un incontro, organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con tutti gli stakeholder del settore.
Per scongiurare il ritorno esclusivo all’autotrasporto e a tutte le conseguenze in termini di sicurezza, efficienza energetica, decarbonizzazione e per tutelare il trasporto combinato, Fermerci chiede: un coordinamento unitario e costante tra tutti i gestori delle infrastrutture europee; garantire durante i lavori la capacità di servizio almeno del 70%/80%; predisporre un fondo dedicato a livello nazionale ed europeo per compensare in parte i costi aggiuntivi; soppressione temporanea delle penali da cancellazione.
Il presidente di Associazione Fermerci, Clemente Carta, ha apprezzato l’interessamento del ministro Salvini e ringraziato il Ministero dei Trasporti per la prontezza dell’intervento, augurandosi che seguano azioni concrete.
«I lavori sull’infrastruttura ferroviaria europea – afferma Carta – devono mutuare il modello al momento utilizzato dal gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana RFI, evitando di lasciare isolate intere regioni e distretti industriali per diversi mesi. Quest’ultimo approccio, proposto dal gestore dell’infrastruttura tedesco, provoca danni economici a tutti gli Stati Membri e mette a rischio i sistemi produttivi internazionali».
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