Tutte le novità
l'opinione
20 Febbraio 2026 - 11:14
I più recenti dati diffusi dal Dipartimento per le Politiche di Coesione ci dicono che, su 551 mila progetti completati o in via di realizzazione in ambito Pnrr, poco meno di 179 mila interessano il Mezzogiorno. Quelli già finiti, alla data della rilevazione effettuata, ossia il 25 novembre 2025, risultavano 111.214.
Il Sud, nel suo complesso, fa registrare una situazione peggiore rispetto alle altre aree. Solo il 62% dei progetti sono stati realizzati, a fronte del 68% del Centro e del 75% del Nord. Il distacco peraltro è inferiore a quello riscontrato in passato per i fondi comunitari, e, malgrado le differenze con le altre macroaree, anche il Mezzogiorno ha accelerato i tempi di realizzazione degli interventi.
Una performance lusinghiera l'hanno fatta registrare i Comuni, che hanno dimostrato sul campo di saper spendere i fondi meglio di altre istituzioni, come sottolineato dal Rapporto Svimez 2025. Il dato che evidenzia i miglioramenti ottenuti complessivamente dal Meridione è soprattutto questo: dal 2022 al 2025 gli investimenti pubblici nell'area si sono quasi raddoppiati, da 4,2 a 8 miliardi.
Dalle cifre del Dipartimento per le Politiche di Coesione emerge anche che la riserva del 40% stabilita dal Pnrr in favore del Sud è stata rispettata. Siamo al 40,6%. A questo riguardo, va ribadito che l'Esecutivo precedente ha sbagliato nel destinare una riserva ancora troppo ridotta a un territorio caratterizzato molto più del resto del Paese da un deficit in termini di infrastrutture e di servizi. Ma oramai la cosa è fatta e si può solo osservare come, nonostante la crescita di poco superiore alla media nazionale registrata negli ultimi anni, il Sud resta molti lontano dagli standard di reddito e pil nazionali e che quindi moltissimo occorra ancora fare se si vuole recuperare questo gap.
Tre devono essere le direttrici fondamentali: portare a compimento in un periodo ragionevolmente breve grandi opere impossibili da realizzare nei tempi perentori fissati per il Pnrr e per questo motivo fatte 'slittare' sulla nuova programmazione di Bruxelles; mutuare il meccanismo e le procedure di finanziamento del Piano di ripresa e resilienza per elevare la capacità di spesa anche dei fondi Ue; intensificare l'opera di formazione di nuovi quadri amministrativi per rinnovare e ringiovanire la burocrazia meridionale, qualificandola e mettendola sempre più in grado di competere con ilivelli di efficienza conseguiti nel settentrione. Per il Sud, insomma, il Pnrr deve essere considerato solo un punto di partenza.
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo