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Autostrade del Mare: sulle orme di Ulisse alla ricerca della felicità

Quattro lustri di attività delle AdM hanno portato a risultati straordinari

Autostrade del Mare: sulle orme di Ulisse alla ricerca della felicità

Il mare. Un continente non ancora del tutto rivelato che racchiude misteri e ombre di fantasmi di chi - come Ulisse ed altri eroi del Mito - ha voluto sfidare forze immense in una sete inestinguibile di conoscenza che poteva trovare pace solo con il raggiungimento dell’obiettivo e la conseguente felicità di aver dominato il Destino, oppure con l’abbandono di ogni speranza e l’inesorabile precipitare verso la morte, “il paese non ancora scoperto, da cui nessun viaggiatore ritorna…”.

Il mare. Non solo un mezzo, non solo un luogo, ma uno spazio in cui dar vita al desiderio di libertà, per attraversare il mondo, oltrepassarne i confini cercando nuove terre e indagando su ciò che non è dato conoscere: questo è stato il sogno coltivato da un numero indefinibile di marinai che, nell’antichità, hanno compiuto viaggi nell’ignoto pur di trovare una risposta all’interrogativo principale della vita… “siamo soli?”

Rimanere nell’angolo di terra conosciuto risultava un limite troppo stretto per le anime che volevano ‘volare’ (per andare incontro a una promessa di infinito che, come il cielo - allora ancor più irraggiungibile di adesso - solo il mare può realizzare) e che avvertivano non solo la prepotente necessità di superare i propri limiti da veri eroi ma anche l’esigenza di trovare diverse sponde a cui approdare: le odissee di traversate perigliose, compiute fra flutti travolgenti, procelle burrascose, spaventose tempeste, naufragi e inabissamenti, i mancati ritorni alle patrie lontane, alle famiglie abbandonate, agli affetti dispersi, alle ancore sicure della vita, hanno popolato il nostro immaginario sin dall’infanzia attraverso racconti, studi e letture che ci hanno consegnato un’idea sovrumana di ogni pelago, inducendoci ad averne un timore reverenziale.

Il mare. Indomabile, fiero, enigmatico, un avversario insidioso e mortale ma pur sempre un tramite per il raggiungimento di ambiziose mete come l’esplorazione di nuovi mondi o il possesso di tesori leggendari: ne sono prova i relitti di galeoni e vascelli, prevalentemente mediterranei, affondati nel passato millennio.

Giacciono sepolti sotto tonnellate di sedimenti, coltri inamovibili di sabbia e coralli, come monumenti all’incauta sete di avventura degli uomini: in questi musei ignoti e inesplorati, forzieri ricolmi di preziosi destinati agli allora imperatori del mondo aspettano ancora di essere ritrovati, nascosti alla vista e, pertanto, tutelati nel Tempo dall’ingordigia di nemici, pirati e predoni usi a solcare gli oceani per impadronirsi di incommensurabili ricchezze.

Nei fondali marini del globo terrestre, essi conservano i loro segreti, occultati sotto una delle forze più potenti del mondo, milioni di metri cubi acquei che proteggono dall’assalto umano profondità ancor oggi inviolate: ma, archiviato il crudele Fato dei semidei e degli eroi letterari e affidate all’ardimento di tenaci cacciatori di reliquie le ricerche di navi sommerse, oggi il magma marino può offrire differenti (e più raggiungibili) attrattive su cui si concentra l’attenzione del mondo.

Il mare. Imprevedibile, travolgente, capace di destare passioni e di condurre a nuove peripezie: oggi ne prevale l’aspetto ludico che si estende dai viaggi distensivi che vi si possono compiere al valore economico che ne scaturisce. Non sono certo pochi i vantaggi che derivano dalle molteplici attività che il mare consente – dal turismo di crociere e short shipping, pellegrinaggi e vacanze al servizio merci e passeggeri in ambito trasporti – considerando poi che è di primario interesse la riduzione di emissioni nocive per l’ambiente: la scelta istituzionale di orientare in questo senso una vasta fetta di mobilità di veicoli e persone – dovuta alla crescente sensibilizzazione per la salvaguardia del pianeta - ha portato alla nascita nel 2001 delle Autostrade del Mare, sulla proposta della Commissione europea inserita nel Libro bianco incentrato sull’evoluzione sostenibile delle comunicazioni sia all’interno dell’Ue che transeuropee.

Quattro lustri di attività delle AdM hanno portato a risultati straordinari - tra cui una drastica diminuzione dell’inquinamento acustico e ambientale (circa 2,4 milioni di tonnellate di CO₂ in meno all’anno), la contrazione dei ‘colli di bottiglia’ e delle congestioni stradali, l’ottimizzazione della viabilità (con 2,2 milioni di Tir e mezzi pesanti e quasi 60 milioni di tonnellate di merci tolti dalla circolazione stradale), la facilitazione degli accessi a zone periferiche, hinterland dei centri urbani e isole, il raddoppio della flotta, il progressivo aumento delle esportazioni via mare, nonchè l’egemonia dell’Italia nell’Unione Europea per il comparto Ro-Ro con una preminenza per l’occupazione del settore (ne rappresenta l’11,5%) e per la quota (11,1%) relativa al valore aggiunto totale del comparto marittimo. 

Dalla loro creazione, le Autostrade del Mare hanno eliminato dal diario di viaggio dei camionisti 27 miliardi di chilometri che, senza questa alternativa, avrebbero dovuto “macinare” su strade e autostrade: tutto questo ha spinto imprenditori e armatori illuminati a promuovere ogni sforzo possibile per decarbonizzare il pianeta entro il 2050.

Si tratta di una meta molto ambiziosa ma che si ritiene di poter conseguire incrementando lo studio della logistica marittima attraverso soluzioni tecniche, ritrovati scientifici, cognizioni sempre più avanzate per creare navi di progressiva salubrità (caratterizzate da assenza di inquinanti e contaminanti nocivi) e anche allargando il numero e le destinazioni delle rotte di navigazione.

Attualmente le Autostrade del Mare su cui punta l’Ue sono quattro, ovvero l’AdM dell’Europa occidentale (Spagna e Portogallo collegate al Mare d’Irlanda e al Mare del Nord), l’AdM del Mar Baltico (Europa centrale e occidentale collegata con il Mar Baltico), AdM sud -orientale (Mare Adriatico e Mar Ionio collegati al Mediterraneo orientale). AdM Europa del sud-occidentale (Spagna, Francia, Italia e Malta unite nel Mediterraneo occidentale e collegate con il Mar Nero).

Le AdM italiane nazionali toccano soprattutto i porti di Catania, Civitavecchia, Livorno, La Spezia, Genova, Napoli, Ravenna, Messina, Salerno, Ancona, Bari, Brindisi, Venezia, Palermo, Gioia Tauro, Olbia, Porto Torres e Cagliari mentre quelle internazionali collegano vari porti principalmente con Barcellona, Valencia, Tolone, Tunisi, La Valletta, Igoumenitsa, Patrasso e le isole Ionie (Corfù).

Queste tratte che riguardano 18 porti italiani e 23 destinazioni finali (con 8 porti stranieri) da raggiungere nel Bacino del Mediterraneo con navi Ro-Ro e Ro-Pax, si estendono su oltre 52.000 km – come risulta dal Rapporto Censis/RAM dicembre 2025 relativo al ventennale delle AdM, realizzato per il Ministero delle infrastrutture – e il loro utilizzo ha consentito un risparmio di quasi 700.000 tonnellate di CO2, ovvero quanto ne produrrebbe in un anno una metropoli popolata da un milione di persone.

La RAM Rete Autostrade Mediterranee (la società in house del Mit) si occupa dello sviluppo delle Adm a favore delle quali sono stati stanziati aiuti finanziari per migliorare le infrastrutture portuali, ampliare i loro impianti, elettrificare le banchine ed effettuare altri ammodernamenti: inoltre, la Commissione europea ha approvato l’erogazione degli ecobonus per l’intermodalità strada-ferrovia -mare come il “Marebonus” e il “Ferrobonus” per abbattere l'inquinamento e promuovere l'intermodalità, autorizzandone l’emissione fino al 31 dicembre 2027 per incoraggiare gli autotrasportatori all’utilizzo delle AdM.

Le Autostrade del Mare – novelle vie che permettono di ricalcare le orme di Ulisse alla ricerca della felicità – sono il passaggio che fa assaporare alla contemporaneità il fascino del mare mentre si è diretti ad appuntamenti di lavoro, ad incontri business, alle vacanze, ai pellegrinaggi, senza dover trascurare ciò che si muove intorno a noi nell’atmosfera (come succede per i voli aerei) o sul territorio, come succede per i viaggi in treno dove le immagini dei paesaggi esterni scorrono troppo veloci per essere catturate e destare qualche emozione duratura: moderni galeoni, carichi di speranze, sogni e progetti, le navi delle AdM solcano il Mare Nostrum e altri mari creando un reticolo di connessioni, intrecci di affari, incontri, eventi, relazioni, impossibili da realizzare su altri mezzi di trasporto collettivi.

Un percorso sulle AdM è un ‘altrove’ che - come direbbe Amleto - è “da desiderarsi devotamente” giacchè ci consente di apprezzare anche il viaggio in sé come una vacanza: utilizzare le AdM per il trasferimento verso altri luoghi significa concedersi una parentesi (dedicata a emozioni, divertimento, cura della persona, sport, relax, cultura, gioco, arte, intrattenimento variegato, spettacoli, riposo, convivialità e amicizia) non mortificata dal “mordi e fuggi” che comprime il tempo da riservare al nostro piacere e dilaga così tanto nel vivere quotidiano.

Il mare. È la risposta giusta all’improcrastinabile caratteristica di sostenibilità che deve improntare vaste categorie di dislocazioni - sia per i trasporti di merci che per la movimentazione di mezzi e viaggiatori - per garantire la salvezza dell’ambiente: attraversare il mare nel modo meno inquinante possibile con navi all’avanguardia, rapide e dotate di ogni accorgimento partorito dalla più avanzata tecnologia è la soluzione più idonea della blu economy, per consegnare alle generazioni future un mondo più pulito e salubre, il nuovo e pacifico Impero delle Autostrade del Mare.

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