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Iran: «Pronti ad accordo rassicurante sul nucleare». Trump: «Colloqui prossima settimana»

Il presidente Usa ha definito il primo round di colloqui a Muscat «molto buono», ma valuta dazi aggiuntivi ai paesi che continuano a commerciare con Teheran. Araghchi: «Pronti ad accordo, ma su missili non si negozia»

Iran: «Pronti ad accordo rassicurante sul nucleare». Trump: «Colloqui prossima settimana»

"L'Iran vuole un accordo" sul dossier nucleare: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, annunciando che ulteriori colloqui si terranno la prossima settimana. Trump ha dichiarato che gli incontri diplomatici tra la delegazione americana e i rappresentanti iraniani, svoltisi ieri a Muscat (Oman) sotto mediazione omanita, sono stati “molto buoni” e ha aggiunto che "c'è tutto il tempo per un accordo" ribadendo tuttavia che l’obiettivo rimane quello di impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari.

La posizione di Teheran

L’Iran, dal canto suo, si dice "pronto" a un accordo "rassicurante" sul proprio programma nucleare, ma ribadisce che l’arricchimento dell’uranio è "un diritto" e "deve continuare". Secondo quanto ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera, rilanciata sul suo canale Telegram, "nemmeno con i bombardamenti potrebbero distruggere le nostre capacità". "Siamo pronti a un accordo rassicurante sull’arricchimento", ha aggiunto.

Araghchi ha inoltre escluso qualsiasi negoziato sul programma missilistico iraniano: "Né ora né in futuro ci saranno trattative sui missili, perché è una questione di difesa". Secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Irna, all’indomani dei colloqui indiretti in Oman, "al momento non è stata fissata una data precisa per un secondo round di negoziati, ma noi e Washington pensiamo debbano tenersi presto".

Il ministro ha infine avvertito che "e Washington dovesse attaccarci non c'è possibilità di colpire il suolo americano, ma attaccheremmo le loro basi nella regione".

La minaccia di dazi

Parallelamente allo slancio diplomatico, il presidente ha firmato un ordine esecutivo che autorizza l’imposizione di dazi aggiuntivi sugli Stati che continuano a commerciare con Teheran. Il testo non specifica l'aliquota che potrebbe essere imposta, ma utilizza il 25% come esempio e afferma che si applicherà ai beni importati negli Stati Uniti da qualsiasi nazione che "acquisti, importi o acquisisca in altro modo beni o servizi dall'Iran, direttamente o indirettamente".

L'ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump, spiega la Casa Bianca, "istituisce una procedura per imporre dazi ai Paesi che acquistano beni o servizi dall’Iran, al fine di proteggere la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Stati Uniti". Il presidente degli Stati Uniti può modificare l’Ordine qualora le circostanze cambino, in risposta a ritorsioni, oppure se l’Iran o un Paese interessato adottano misure significative per affrontare l’emergenza nazionale e allinearsi agli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale, politica estera ed economia. L’Ordine autorizza il Segretario di Stato, il Segretario al Commercio e il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ad adottare tutte le azioni necessarie, inclusa l’emanazione di norme e linee guida, per attuare il sistema tariffario e le misure correlate.

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